Teatro di Ferento - Pino Quartullo in scena con 'Il fu Mattia Pascal'
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Per la 53esima stagione estiva di Ferento questa sera, martedì 17 luglio, alle ore 21.15, nell'incantevole panorama dell'antico teatro romano, andrà in scena "Il fu Mattia Pascal", di Luigi Pirandello, nell'interpretazione di Pino Quartullo con (in ordine di apparizione) Giovanni Maria Briganti, Rosario Coppolino, Adriano Giraldi, Diana Höbel e Marzia Postogna, per la regia di Guglielmo Ferro.

Per la 53esima stagione estiva di Ferento questa sera, martedì 17 luglio, alle ore 21.15, nell’incantevole panorama dell’antico teatro romano, andrà in scena “Il fu Mattia Pascal”, di Luigi Pirandello, nell’interpretazione di Pino Quartullo con (in ordine di apparizione) Giovanni Maria Briganti, Rosario Coppolino, Adriano Giraldi, Diana Höbel e Marzia Postogna, per la regia di Guglielmo Ferro.

“Il fu Mattia Pascal” è una delle più note opere di Pirandello, premio Nobel per la Letteratura 1934. Mattia Pascal vive a Miragno, immaginario paese della Liguria. Il padre, intraprendente mercante, ha lasciato alla famiglia una discreta eredità, che presto va in fumo per i disonesti maneggi dell’amministratore, Batta Malagna. Per vendicarsi, Mattia ne compromette la nipote Romilda, che però poi è costretto a sposare, ritrovandosi anche a convivere con la suocera, che lo disprezza. La vita familiare è un inferno, umiliante il modesto impiego nella Biblioteca Boccamazza.

Mattia decide allora di fuggire per tentare una vita diversa. A Montecarlo, dove vince alla roulette un’enorme somma di denaro, legge per caso su un giornale della sua presunta morte. Ha finalmente la possibilità di cambiare vita. Col nome di Adriano Meis comincia a viaggiare, poi si stabilisce a Roma come pensionante in casa del signor Paleari.
S’innamora della figlia di lui Adriana e vorrebbe proteggerla dalle mire del losco cognato Terenzio. Ma si accorge che la nuova identità fittizia non gli consente di sposarsi, né di denunciare Terenzio, perché Adriano Meis per l’anagrafe non esiste. Architetta allora un finto suicidio per poter riprendere la vera identità. Tornato a Miragno dopo due anni nessuno lo riconosce e la moglie è ormai risposata e con una bambina.

Non gli resta che chiudersi in biblioteca a scrivere la sua storia e portare ogni tanto dei fiori sulla tomba del Fu Mattia Pascal. Pino Quartullo, attore, regista, produttore, dopo essersi laureato in Architettura decide di concentrarsi sulla sua vera passione: il mondo dello spettacolo. Segue i corsi di regia all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma e si diploma in recitazione al Laboratorio di Esercitazioni Sceniche di Gigi Proietti. É stato interprete e regista di numerose opere teatrali. Al cinema, nel 1988 interpreta il ruolo di Pietro in ‘Piccoli equivoci’, il film d’esordio cinematografico di Ricky Tognazzi. L’anno successivo viene scelto per il film tv ‘Il vizio di vivere’ diretto da Dino Risi. Negli ultimi anni a teatro è in scena con “Timone d’Atene”, regia di Jurij Ferrini; “Ultima chiamata” di Josiane Balasko, di cui cura anche la regia; insieme ad Ornella Muti ed Emilio Bonucci, è tra gli interpreti de “L’ebreo” di Gianni Clementi per la regia di Enrico Maria Lamanna; interprete e regista di “Che ora è?” tratto dal film di Ettore Scola, e di “Qualche volta scappano” di Daniel e Agnès Besse. Guglielmo Ferro figlio del
grande attore Turi Ferro e dell’attrice Ida Carrara, si è formato accanto a registi quali Mario Missiroli, Sandro Sequi, Lamberto Puggelli e Antonio Calenda e segue un corso di formazione con Peter Brooke. A teatro ha firmato la regia di oltre settanta spettacoli prodotti dai più importanti teatri italiani. Negli ultimi anni, oltre a curare la regia di eventi speciali come lo spettacolo multimediale “Dorando” a Londra o “Pollok”, Ferro si è cimentato con l’opera
lirica dirigendo due edizioni della “Lucia di Lammermoor” di Gaetano Donizetti e il Tristna und
Isolde di Richard Wagner. Ha da poco diretto a teatro Giuseppe Zeno ne “Il sorpasso”, tratto dal capolavoro di Dino Risi. Vincitore di due “Biglietti d’oro” (con “Servo di scena” di Ronald Hardwood e Il malato immaginario di Molière), Ferro è direttore artistico del Teatro Quirino di Roma.

La stagione, organizzata dal Consorzio Teatro Tuscia, assegnatario del bando del Comune di Viterbo, con la direzione artistica di Patrizia Natale, è realizzata in collaborazione con Archeotuscia onlus, TusciaE20, e con il sostegno di Ance. Per tutte le informazioni in merito agli spettacoli contattare il 335 474640. Per informazioni riguardanti la biglietteria contattare invece il 328 7750233. Info e aggiornamenti su www.teatroferento.it , pagina Fb teatroferento
e sui canali istituzionali del Comune di Viterbo.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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