Teatro di Ferento, Michelini cerca sponsor
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Sarà una commedia o una tragedia? In tanti si chiedono come andrà a finire la storia della stagione teatrale di Ferento 2015. Dopo le nozze di miele del 2013 i rapporti tra il sindaco Michelini e l'anfiteatro romano sembrano più tiepidi. I soldi erano scarsi anche due anni fa, cosa sarà cambiato?

Ferento, la stagione 2015 sulla carta c’è, quello che al momento è incerto sono i fondi necessari a coprire l’impresa. Il Consorzio Teatro Tuscia ha deciso di buttarsi, per non rischiare di perdere una manifestazione che ha una storia di cinquanta anni.

Le dita sono incrociate su un bando regionale per le attività ricorrenti, uscito in questi giorni. E gli occhi sono puntati con interesse su Palazzo dei Priori. Anche se l’aria che tira dentro al Comune non è delle migliori.

Ieri c’è stato un incontro tra il sindaco Leonardo Michelini e il direttore artistico di Ferento Patrizia Natale, dove il primo cittadino ha sottolineato la scarsità di fondi a disposizione del comune e ha chiesto il fine settimana di tempo per tentare la via degli sponsor privati.

Se questa storia sarà una commedia o una tragedia lo scopriremo a breve.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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