Tavolo per la Pace: “La chiusura della Casa di Erinna ci addolora”
Erinna Anna Maghi
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Con una nota il Tavolo per la Pace comunica il proprio disappunto per la chiusura della Casa Rifugio per donne vittime di violenza annunciata da Erinna. La lettera, a firma di Mario di Marco di Caritas e Umberto Cinalli di Arci.

Con una nota il Tavolo per la Pace comunica il proprio disappunto per la chiusura della Casa Rifugio per donne vittime di violenza annunciata da Erinna. La lettera, a firma di Mario di Marco di Caritas e Umberto Cinalli di Arci.

“Questa decisione – scrivono – ci addolora e sentiamo la necessità di esprimere vicinanza e solidarietà alle persone che in questi anni hanno contributo a creare un importante punto di riferimento nell’Alto Lazio in tema di sostegno alle vittime di violenza. Il Centro antiviolenza, attraverso la pratica politica della relazione tra donne, ha permesso a tante vittime che hanno subito violenza di riacquisire valore, autorevolezza, indipendenza, consapevolezza della propria dignità.

In questo momento possiamo solo sperare che vi sia presto una ipotesi di lavoro per far sì che questo servizio indispensabile possa essere riattivato. Alle responsabili e ai responsabili, alle volontarie ed ai volontari di Erinna – chiudono – auguriamo di poter continuare il loro prezioso lavoro sul territorio, offrendo a tal fine la collaborazione e il sostegno del Tavolo per la Pace di Viterbo”. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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