Tavolo per Alta di Bagnoregio a Palazzo Gentili, Bigiotti: "Pronti a trovare soluzioni per ricollocare i 36 lavoratori"
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800 Monastero
Nuovo tavolo di dialogo tra le istituzioni del territorio e Alta di Bagnoregio. La storica azienda della Teverina, produttrice di tubazioni per gas, acqua e petrolio, è chiusa ormai da mesi e ancora non si conosce il destino dei 36 dipendenti che vivono dallo scorso ottobre con il sussidio garantito dagli ammortizzatori sociali.

Nuovo tavolo di dialogo tra le istituzioni del territorio e Alta di Bagnoregio. La storica azienda della Teverina, produttrice di tubazioni per gas, acqua e petrolio, è chiusa ormai da mesi e ancora non si conosce il destino dei 36 dipendenti che vivono dallo scorso ottobre con il sussidio garantito dagli ammortizzatori sociali.

Lettera di licenziamento per tutti e 36 qualche mese fa con motivazioni non troppo cristalline. All’incontro tenutosi questa mattina nella Sala del Consiglio della Provincia di Viterbo, erano presenti il presidente della Provincia Pietro Nocchi, il prefetto di Viterbo Giovanni Bruno, il sindaco di Bagnoregio, Francesco Bigiotti e quello di San Lorenzo Nuovo Massimo Bambini. Troppo pochi secondo i lavoratori e i rappresentanti dei sindacati che siedono con loro intorno al tavolo.

“L’incontro di oggi è un incontro per ascoltare e per riaccendere l’attenzione su Alta”, così esordisce il Presidente della Provincia che pone il suo intervento sulle difficoltà reali che vive da vicino la situazione dell’azienda. Il dibattito si sofferma a lungo sulle possibilità di aprire una nuova trattativa con l’amministratore di Alta, ma soprattutto sulla possibilità di chiarire la situazione ancora non limpida e di dare un nuovo posto di lavoro ai dipendenti licenziati.

Il sindaco Bigiotti apre al dialogo e alla possibilità, carte alla mano, di ricollocare presto i dipendenti e di riscuotere il credito insoluto che il comune di Bagnoregio vanta dall’azienda.

“Bagnoregio è pronto a fare la parte del leone ed è già in fase di progettazione di attività che possano portare alla risoluzione del problema, in primis la collocazione dei dipendenti licenziati. Il Comune si è mosso in modo forte nei confronti della società richiedendo il sequestro cautelativo dei beni in virtù di un credito che, all’ultima riunione era presunto e che oggi è accertato. Procederemo in tempi brevi alla riscossione della messa in mora dei beni dell’azienda per poter saldare almeno gli stipendi arretrati dei lavoratori” continua così Bigiotti.

Voce importante e di primo piano nella discussione Alta è quella dei lavoratori che rivendicano il diritto al lavoro, ma soprattutto alla dignità di chi un lavoro lo ha perso in condizioni di poca chiarezza. Il segretario CISL Roberto Marchetti ripercorre la storia della chiusura dell’azienda ponendo l’attenzione sulla mancata comunicazione
e collaborazione tra proprietà, sindacati e dipendenti stessi che, nel vano tentativo di trovare un accordo per scongiurare i licenziamenti, si sono trovati di fronte un muro i che non è, ancora oggi, stavo aggirato.

Il Prefetto di Viterbo porta la discussione sul piano pragmatico con la decisione di preparare un programma veloce di incontro e discussione sia con gli amministratori di Alta che con tutte le parti sociali coinvolte nella vicenda con l’auspicio di risoluzione del problema in tempi ragionevoli e soprattutto con la speranza che le domande dei lavoratori possano essere chiarite e finalmente ascoltate in particolar modo dall’azienda che li ha messi alla porta.

 

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