

140mila euro, questo quanto prevede di incassare il Comune di Viterbo dalla tassa di soggiorno. E nella proposta di deliberazione del bilancio 2015 compare anche un’idea di come utilizzare queste risorse. Nel testo è messa nero su bianco una vera e propria parcellizzazione del totale: 70mila euro per spese di promozione e attività culturali, 55mila euro in interventi per la promozione del turismo, 15mila per il miglioramento della fruibilità della città.
Il solito spacchettamento che rischia di non produrre risultati ben visibili in una determinata direzione.
Sarebbe invece a nostro avviso più interessante concentrare l’intera posta in un’azione, magari da integrare e migliorare nel tempo. Siamo partito da una constatazione: Viterbo non è una città per disabili.
Ci siamo chiesti: perché non investire l’intera cifra nell’avvio di un progetto che renda maggiormente accogliente la città dei papi a questa categoria particolare. Un investimento che permetterebbe di accogliere meglio i turisti con handicap ma anche di garantire una migliore qualità della vita ai cittadini viterbesi che si trovano in questa particolare condizione.
Così La Fune lancia al Comune di Viterbo l’idea di non spacchettare la cifra e di investire tutta la posta a una serie di azioni che vanno in questa direzione, naturalmente sviluppando un progetto in moduli da implementare di anno in anno. Lanciamo questa proposta, che riteniamo di sistema e un importante gesto di civiltà, anche ai consiglieri di maggioranza e minoranza sensibili a questo tipo di tematica.
Sono necessari sistemi che permettano la circolazione senza limiti, almeno nei principali luoghi cittadini, per chi si trova in carrozzina. Sono necessari investimenti per i marciapiedi, per il trasporto pubblico locale. Insomma di lavoro ce n’è molto.
La nuova imposta, scattata dal primo gennaio, ha diviso e continua a dividere la città. I gestori delle strutture ricettive vorrebbero quantomeno essere interpellati, per dare indicazioni su come opportuno investire i ricavati. Sono infatti loro ad avere sicuramente meglio di chiunque altro il polso della situazione, raccogliendo sfoghi, segnalazioni e lamentele dai propri ospitati.
Su 8400 comuni italiani solo 400 hanno introdotta la tassa di soggiorno. Si paga da un minimo di un euro a un massimo di 2,50 al giorno. Esentati dal pagamento gli over 65 e gli under 19, gli studenti Unitus, i disabili, chi assiste disabili, chi viene in città per curarsi nella formula del day hospital e chi lo assiste.
Sconto del 50% per i gruppi organizzati sopra i 25 elementi. La tassa varia anche in base al tipo di struttura dove si decide di soggiornare e al numero di stelle. C’è la categoria alberghi, residenze turistiche e motel che prevede la tariffa di 1,10 euro se tre stelle; 1,20 euro se quattro stelle; 2,50 euro se cinque stelle. Altra fascia è costituita da case e appartamenti per la vacanza. Qui il prezzo varia in base alla categoria: 1 euro per terza e quarta categoria; 1,10 per la seconda; 1,20 per la prima. Un euro è invece la tariffa per gli agriturismi a una margherita; 1,10 per due o tre margherite; 1,20 per quattro, cinque margherite. La tassa non è dovuta dopo il settimo giorno.

















