Tassa di soggiorno, i titolari delle strutture ricettive vorrebbero avere parola su come spendere gli introiti
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Dove finiranno i soldi provenienti dalla tassa di soggiorno che il Comune di Viterbo ha deciso di applicare sui turisti? Ancora nessuno lo sa, ma i titolari di strutture ricettive puntano a far sentire la propria voce a Palazzo dei Priori.

Tassa di soggiorno, sta nascendo un movimento di titolari di strutture ricettive che punta a fornire indicazioni a Palazzo dei Priori su come utilizzare i proventi dell’imposta in maniera mirata.

Dal primo gennaio 2015 la città dei papi è uno dei 400 comuni, sugli 8400 presenti in Italia, ad aver deciso di introdurre l’imposta. In diversi hanno parlato di gabella e il tema ha tenuto banco svariato tempo nella discussione pubblica.

Alla fine l’amministrazione guidata da Leonardo Michelini ha deciso di applicarla, con l’intento di investire queste risorse per migliorare l’offerta della città. Ancora però non è chiaro che cosa significa questo termine generico e per cosa saranno destinati questi soldi.

Una tassa che dal settimo giorno non si paga e dalla quale sono esentati i disabili e chi li accompagna, gli over 65, gli under 19, chi si deve curare tramite day hospital e gli studenti dell’Università degli Studi della Tuscia.

Per i gruppi organizzati di più di 25 componenti, sarà applicata una riduzione pari al 50%. Per quanto riguarda il settore alberghiero è calcolata in base alla categoria: 1,10 euro per 3 stelle; 1,20 se 4 stelle e 2,50 euro per i cinque stelle. Invece per gli agriturismi a due margherite è prevista di 1,10 euro, mentre per quelli con quattro e e cinque margherite 1,20 euro.

I titolari di alberghi, B&B, case di soggiorno turistico in genere sono intenzionati a far sentire la propria voce, per assicurarsi che i proventi della tassazione finiscano davvero in azioni volte a migliorare la qualità turistica di Viterbo. “Siamo noi ad avere il polso della situazione. Noi parliamo con i turisti, raccogliamo le loro lamentele e perplessità. Informazioni preziose per decidere che tipi d’interventi sarebbero opportuno”, questo è il condivisibile ragionamento.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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