
VITERBO – Proventi della tassa di soggiorno, oggi il consiglio comunale è chiamato a discutere e decidere a cosa destinarli.
La confusione è sovrana e una delle opzioni più gettonata risulta essere “la realizzazione dei bagni pubblici”. Una prospettiva che fa storcere il naso a molti, soprattutto tra i titolari delle strutture ricettive che in qualche modo sono i “generatori” della tassa di soggiorno.
Che nel capoluogo della Tuscia non esistano bagni pubblici è un fatto che grida vendetta, ma così è da tanti anni. Realizzarli con la tassa di soggiorno significherebbe rinviare altre azioni più attinenti con lo sviluppo turistico del territorio.
E le prime azioni di cui Viterbo ha bisogno non possono che essere in promozione di se stessa nei luoghi dove si costruisce l’offerta turistica e dove questa incontra la domanda. Una priorità magari poco palpabile agli occhi e alle orecchie, o magari alle tasche, degli autoctoni votanti ma fondamentale per costruire una dimensione turistica che a oggi è appena presente.
Tornando sui bagni pubblici sembrerebbe più opportuno che a realizzarli sia il Comune con altri fondi. Anche perché stimolando lo sviluppo turistico e mettendo il servizio a pagamento (cosa che accade in tutte le realtà veramente turistiche) i bagni pubblici diventano un fattore di guadagno. Quindi un investimento.
Sarebbe ipotizzabile anche trovare qualche imprenditore disposto a investirci e portare a casa questo business. Ma attenzione perché questa prospettiva è possibile solo a fronte di reali investimenti strategici nella promozione turistica. E qui ritorna l’importanza di una buona scelta su come destinare i soldi della tassa di soggiorno. Metterla in buona sostanza a dare forza a una prospettiva di sviluppo e non per fare cose spicciole.
Ed è difettosa anche la logica del: “prima prepariamo la città ad accogliere i turisti e poi arriveranno”. Non funziona nella pratica. I turisti bisogna conquistarli lì dove c’è il mercato dei turisti e convincerli con comunicazione e promozione mirate. Una volta che c’è uno sviluppo turistico arriva l’interesse per gli imprenditori a investire in servizi, bagni compresi. Succede in tanto luoghi, può accadere anche a Viterbo. Magari anche arrivando a tirare lo sciacquone sull’attuale classe dirigente della città.


















