Tarquinia, Villa Bruschi Falgari tra i ‘luoghi del cuore’ del Fai
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TARQUINIA - La villa è l’ unica struttura nella provincia a superare la soglia dei 2mila voti, posizionandosi al 125esimo posto della classifica del Fondo Ambiente Italiano.

TARQUINIA – Il Fai, Fondo Ambiente Italiano, come ogni anno, promuove il censimento dei “Luoghi del cuore”, chiedendo agli italiani di votare i luoghi a loro più cari, quelli che vorrebbero salvare dall’ incuria e dalle ingiurie del tempo.

In questa ultima edizione, la nona per la precisione, hanno risposto all’appello più di due milioni di italiani, segnalando ben  37.237 luoghi.

L’unico sito del viterbese che ha superato la soglia dei tremila voti si trova a Tarquinia ed è villa Bruschi Falgari, 125esima assoluta con 3.658 voti.

La villa,e dificata nella seconda metà dell’ Ottocento, è immersa in quattro ettari di parco. Oggi il parco è chiuso al pubblico per via del grave stato di abbandono e il comitato “Gli amici di villa Bruschi Falgari” sta portando avanti una serie di iniziative per tornare il sito a essere un simbolo della città e restituirlo ai tarquiniesi.

Sono stati resi noti i tre luoghi che hanno riscosso maggiore attenzione: al primo posto c’è il Monte Pisano (Pisa) con 114.670 voti, al secondo posto il fiume Oreto(Palermo) con 83.138 e al terzo posto l’antico stabilimento termale di Porretta Terme (Bologna) con 75.740.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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