Tarquinia, Vandalizzate nella notte le sedi della Lega - Foto e Video
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TARQUINIA - I cartelli all’ingresso di entrambe le sedi sono stati coperti da disegni che raffigurano una stella a cinque punte all’interno di un cerchio, simbolo delle Brigate Rosse oltre alla scritta “GSP”. FOTO E VIDEO

TARQUINIA – Vandalizzate nella notte le sedi della Lega.

Lo comunica il partito locale sulla propria pagina Facebook: “Questa notte intorno alle 03,30 le due sedi della Lega di Tarquinia, una quella in via XX settembre e l’altra in via Umberto I sono state soggette ad atti di vandalismo gravi.
I cartelli all’ingresso di entrambe le sedi sono stati coperti da disegni che raffigurano una stella a cinque punte all’interno di un cerchio, simbolo delle Brigate Rosse oltre alla scritta “GSP”.
Al momento dell’accaduto i due locali erano video sorvegliati e non tarderemo a prendere dei provvedimenti.
Sono state presentate le denunce e consegnate alle autorità competenti le registrazioni video delle telecamere delle due sedi e si sta procedendo all’identificazione del responsabile di questo vile atto”.

Sull’episodio sta ora indagando la polizia. In particolar modo quella politica, la Digos. Gli agenti, oltre ad aver acquisito le immagini delle telecamere delle due sedi, stanno vedendo se nella zona ce ne siano altre che possano aiutarli nell’identificazione dell’autore del gesto.

GUARDA IL VIDEO

https://it.finance.yahoo.com/video/lega-vandalizzate-sedi-tarquinia-e-162420379.html

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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