Tarquinia, scoccano le frecciatine Università Agraria e Fare Verde
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Dopo i sigilli alla Roccaccia scoppia un battibecco tra Università Agraria e Fare Verde sulle condizioni del parco, ma l'ente di Tarquinia non prende bene "l'intrusione" dell'associazione

“Il corpo forestale dello stato ha apposto i sigilli al cancello d’ingresso di un’area boschiva, in località “La Roccaccia”, di proprietà dell’Università Agraria di Tarquinia”. È l’inizio di una nota diffusa dalla sede di Tarquinia dell’associazione ambientalista Fare Verde, che getta un occhio su quelli che sembrano i problemi interno dell’Università Agraria del paese.

“Da cittadini – continua la nota – siamo molto preoccupati per la situazione che si è venuta a creare nell’amministrazione dell’Università Agraria. Infatti, sono trascorsi circa 50 giorni dalle elezioni e solo ora i partiti della maggioranza di centro sinistra sembra abbiano trovato un accordo per la composizione della giunta e l’elezione del presidente del consiglio. Questo stato di incertezza amministrativa si riflette negativamente sull’andamento della gestione dell’Ente agrario, che tra l’altro gestisce importanti aree boschive”.

“La nostra preoccupazione è cresciuta qualche giorno addietro quando, durante un controllo del territorio, abbiamo notato che il Corpo Forestale dello Stato ha apposto i sigilli, ai sensi dell’articolo 354 del codice di procedura penale, a un cancello d’ingresso di un’area boschiva lungo la strada provinciale Roccaccia. Non sappiamo i motivi di questo grave provvedimento di polizia, ma abbiamo notato che all’interno del bosco sono in atto lavori di taglio degli alberi. Siamo preoccupati per le sorti dell’area boschiva in questione e per la manutenzione e il controllo degli altri boschi di proprietà dell’Università Agraria”.

Pare, però, che la “preoccupazione” di Fare Verde per quanto riguarda i problemi politici interni dell’Università, non sia stata presa bene dalla stessa, che entro breve risponde a tono all’associazione. “Chiariamo che la pineta è frequentata da gruppi di boy-scout, cacciatori e raccoglitori di funghi e tartufi. Il fortissimo vento, che ha colpito Tarquinia tra il 5 e 6 marzo 2015, ha provocato la caduta di diversi pini, rendendone altri pericolosi per la pubblica incolumità dei fruitori della pineta, tanto da autorizzare un taglio delle piante individuate come tali”.

“Il sequestro – si conclude la risposta dell’Università Agraria – posto in atto dal Corpo Forestale dello Stato è finalizzato ad accertare eventuali  irregolarità nel taglio dei pini abbattuti o pericolosi. Sorprende, però, la preoccupazione di Fare Verde per questioni politiche, anche perché da un’associazione ambientalista ci si aspetterebbe che si occupi solo ed esclusivamente di temi ambientali”.

Un botta e risposta che ha il sapore amaro delle frecciatine fra l’ente e l’associazione ambientalista.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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