Tarquinia scelta come set cinematografico da Alice Rohrwacher e Pupi Avati
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TARQUINIA- La cittadina tirrenica è stata scelta come set cinematografico dai due grandi registi

TARQUINIA-I fari del mondo del cinema tutti puntati sulla Mostra di Venezia? Sì, ma non solo: qualche lampo, infatti, in questi giorni ha fatto sì che anche Tarquinia luccicasse di cinema autorevole e in particolare lo scorso giovedì, 2 settembre, due astri del cinema hanno trovato una bella congiunzione tra le torri e la natura della città etrusca.

Alice Rohrwacher e le sue scenografe hanno infatti condiviso con i volontari di Tarquinia Film Office Aps una nuova passeggiata tra le mura antiche e nei dintorni per confermare la scelta delle location già individuate in precedenti incontri. Ancora una volta i loro occhi si sono persi tra le luci, gli scorci e le atmosfere funzionali alla nuova sceneggiatura della regista dall’identità filmica pluripremiata. I primi ciak del nuovo film dell’autrice di Lazzaro Felice scatteranno in città presumibilmente nel mese di gennaio 2022 e a breve verranno attivate le selezioni per il casting previsto.

Nella stessa giornata un altro grande Maestro ispiratore del cinema italiano a livello internazionale, Pupi Avati, ha girato con la sua equipe nella splendida cornice di Santa Maria in Castello per le riprese del suo biopic dedicato a Dante. L’autorevole Internet Mobile Data Base elenca Sergio Castellitto e Enrico Lo Verso per un cast di grande struttura.

Due produzioni importanti supportate dal Comune di Tarquinia in collaborazione con Tarquinia Film Office APS proprio perché volte a valorizzare lo straordinario patrimonio architettonico, naturalistico, paesaggistico, storico di una Tarquinia intrisa di luci magiche e di incantesimi. Nel segno della cultura che mai come in questo caso si coniuga con l’economia del nostro territorio.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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