Tarquinia museo a cielo aperto, due visite guidate per scoprirlo
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TARQUINIA - La guida turistica Claudia Moroni propone “Fasti e i misteri della famiglia Bruschi Falgari”, il 14 novembre, e la passeggiata “Dalle Arcatelle al tempo”, il 15 novembre.

TARQUINIA – Natura, arte e rispetto delle disposizioni anticovid. È quanto propone la guida turistica tarquiniese Claudia Moroni per il weekend del 14 e 15 novembre. Il sabato, con i “Fasti e i misteri della famiglia Bruschi Falgari”. La domenica, con la passeggiata “Dalle Arcatelle al tempo”.

“Tarquinia è un museo a cielo aperto. Dove tutti i giorni è di scena la bellezza dell’arte e della campagna. – afferma Claudia – Capace di darci energia e restituirci momenti di serenità, in questo periodo di difficoltà per la pandemia. E quindi da amare e visitare, perché si può continuare ad apprezzare il nostro territorio osservando alcune semplici regole di comportamento per tutelare la nostra salute”. “Fasti e misteri della famiglia Bruschi Falgari” è una visita guidata, con inizio alle ore 15,30, alla villa ottocentesca dell’antica casata nobiliare tarquiniese, immersa in un grande parco, sulla strada vicinale dell’Acquetta, in cui si trovano anche una cappella gentilizia e un edificio rustico. “Dalle Arcatelle al tempo” è una camminata di circa 4 chilometri, non impegnativa, nella campagna tarquiniese, dall’acquedotto del XVIII secolo all’Ara della Regina, il più grande tempio etrusco. L’appuntamento è alle ore 9,30, alla Barriera San Giusto, porta principale d’ingresso al centro storico della cittadina tirrenica. Consigliato vestirsi con abbigliamento comodo e portarsi dell’acqua. I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria per entrambi le iniziative, chiamando al 347 6920574.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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