Tarquinia Lido, due labrador salvano un bambino in mare


Tragedia sfiorata a Tarquinia Lido nel pomeriggio di ieri, un bambino di 7 anni rischia di affogare, ma viene salvato da due labrador da soccorso della postazione di sicurezza Sics
TARQUINIA- Dramma sfiorato nelle acque di Tarquinia Lido, un bambino di 7 anni rischia di affogare. Wendy e Kobe, due labrador delle Unità Cinofile Sics, lo salvano.
Il gonfiabile su cui stava giocando il bambino si è pericolosamente spinto al largo e poi ribaltato lasciando alla deriva il ragazzino che non sapeva nuotare. I due labrador hanno fiutato prontamente il pericolo e in pochi secondi hanno raggiunto il bambino che non ha riportato conseguenze. L’episodio è avvenuto nelle vicinanze della postazione di sicurezza Sics appena inaugurata dall’amministrazione comunale.
Wendy e Kobe stasera possono festeggiare da eroi.

Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
















