Tarquinia, il Sindaco Giulivi chiude al pubblico la casa di riposo Marchesa Ferrari
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TARQUINIA- Il sindaco Giulivi ha emesso ieri un'ordinanza comunale che chiude al pubblico la casa di riposo Istituto Marchesa Ferrari. Due i casi di positività all'interno della struttura

TARQUINIA- Ordinanza comunale ieri a Tarquinia, il sindaco Giulivi, su segnalazione della Asl, chiude al pubblico la casa di riposo Istituto Marchesa Ferrari. 

Due casi di positività tra gli Ospiti della struttura e l’obbligo di seguire alla lettera tutte le procedure anti contagio impartite dalla Asl che ha effettuato controlli nei giorni scorsi. La Direzione dell’Istituto riferisce che le persone contagiate sono asintomatiche e che vengono monitorate dalle autorità sanitarie competenti.

Il Sindaco Giulivi, nell’ordinanza, detta gli obblighi per la gestione dei casi di positività all’interno delle case di riposo, seguendo le linee guida della Regione Lazio:

  • creazione di una stanza o un’area Covid, all’interno della struttura, dove gestire e assistere eventuali casi di positività;
  • divieto di accogliere nuovi Ospiti;
  • divieto di visite dei parenti;
  • divieto di dimissione degli Ospiti senza parere favorevole del SISP della Asl;
  • sanificare tutti i locali almeno una volta al giorno;
  • predisporre percorsi per la gestione dei casi positivi senza dover incontrare i negativi;
  • monitoraggio della condizione degli Ospiti in maniera continua e costante con misurazione della temperatura due volte al giorno

Nell’ordinanza comunale si fissano anche altre raccomandazioni di gestione pratica della situazione come stoccaggio biancheria in aree separate e l’importanza di mantenere un distanziamento tra gli Ospiti nella misura in cui le condizioni lo consentano.

La forte preoccupazione dei parenti trova sfogo soprattutto sui social con commenti, appelli e inviti alla chiarezza da parte soprattutto della Direzione dell’Istituto Ferrari. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

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