Tarquinia, il Movimento Civico: “Sotterriamo le bandiere e pensiamo un centro-sinistra unito”
Veduta di Tarquinia dal promontorio della Monterana
Gli Stati Generali La Fune
TARQUINIA – Il Movimento Civico sta lavorando già in vista delle prossime elezioni.

TARQUINIA – Il Movimento Civico sta lavorando già in vista delle prossime elezioni. E lo si capisce dal tenore del suo intervento.

“Che la Lega scegliesse a caso i propri amministratori pubblici lo si scopre quasi ogni giorno, ma che il culmine avvenisse proprio a Tarquinia in pochi lo avrebbero immaginato.

Le “disavventure” edilizie del Sindaco Giulivi, minimizzate con poche righe condite dalla solita spavalderia, confermano soltanto che questa amministrazione ha ormai i giorni contati. Tacciono imbarazzati i suoi assessori (già silenti di loro, visto che in questo anno e mezzo sembrano aver perso improvvisamente l’uso della parola), così come i consiglieri di una maggioranza che doveva essere granitica e invece si rivela litigiosa e senza un progetto comune.

Dando per scontato un inevitabile passo indietro dell’ormai quasi ex Sindaco di Tarquinia e viste le conseguenze non così semplici come da lui affermato in merito agli abusi perpetrati nelle sue proprietà, che oltretutto gli faranno perdere quel minimo di considerazione rimasta agli occhi dei tarquiniesi, è giunta l’ora di organizzare la prossima campagna elettorale dopo il periodo di commissariamento che la città dovrà subire, per l’ennesima volta.

Come Movimento Civico facciamo pertanto un appello a tutte le forze politiche riconducibili al centro-sinistra, oltre a quelle facenti parte dell’attuale maggioranza di Governo nazionale, affinché si abbattano definitivamente gli ultimi steccati figli di personaggi della vecchia politica che antepongono i propri interessi personali e le cadreghe politiche al bene comune.

Sotterriamo le bandiere, rimandiamo fuori Tarquinia tutti quegli esponenti della politica provinciale che hanno usato la seconda città della provincia come terreno di scontro per i loro squallidi giochi di potere e riprendiamoci, come tarquiniesi spinti dall’onestà, dall’antifascismo e dalla lotta contro ogni forma di discriminazione, il controllo della politica dando vita a un centro-sinistra forte e coeso.

Solo così possiamo ridare speranza ed entusiasmo alla nostra meravigliosa Tarquinia che, è evidente, merita di meglio di un sindaco abusivista e di una maggioranza tacitamente complice e che, pur di restare in sella, ha abbandonato i colori della Lega usata come Cavallo di Troia solo per riprendere il potere.

Come Movimento Civico siamo pronti a scioglierci fin da domani proprio perché non ci guidano padroni e interessi di parte! Abbiamo le donne e gli uomini capaci e a disposizione, come tanti ce ne sono nelle altre forze politiche vicine a noi, per iniziare un percorso comune, libero e indipendente, ormai necessario e non più rimandabile alle calende greche”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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