Tarquinia, i misteri della Sindone ai “Dialoghi dalle benedettine”
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TARQUINIA - Appuntamento giovedì 21 marzo alle 17,30 al monastero Santa Lucia.

TARQUINIA – La Sindone come motivo e occasione di dialogo tra storia, scienza e fede: se ne parla giovedì 21 marzo alle 17,30 al monastero Santa Lucia di Tarquinia in uno degli appuntamenti più attesi del ciclo 2019 dei Dialoghi dalle benedettine, dedicato al tema del corpo e della corporeità.

Ospite d’eccezione sarà Stefano Segreto, uno tra i maggiori esperti della Sindone e autore, insieme a Roberto Luciani, del volume Volgeranno lo sguardo.

La passione di Gesù: storia, Sindone, iconografia, pubblicato dall’Editrice della Pontificia Università Lateranense. Nel corso dell’incontro ci sarà come sempre un ampio spazio per il dibattito tra il relatore e il pubblico e si approfondirà il confronto tra i testi evangelici della Passione di Gesù, dalla cattura al processo alla condanna sino alla resurrezione, e la testimonianza concreta contenuta nel telo sindonico e nella sua storia lungo i secoli che non smette mai di affascinare e che ha ispirato moltissime opere scientifiche, spirituali e divulgative.

Si cercherà di spiegare poi come la vicenda teologica s’intreccia in maniera inedita ma armoniosa con la ricerca iconografica e quindi con significativi capolavori dell’arte, esprimendo così anche ciò che c’è oltre le forme artistiche, collegando la caducità dell’uomo con l’incorruttibilità del Cristo, in un movimento corale in cui l’immagine diventa domanda a cui può rispondere solo lo sguardo dell’osservatore.

L’appuntamento è, dunque, alle 17,30 giovedì 21 marzo. 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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