Tarquinia dedica una via a Luigi Daga, tributo d'onore al politico, al cittadino e all'uomo
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TARQUINIA- Il Comune di Tarquinia dedica una via vicino al mare a Luigi Daga, cittadino illustre primo sindaco della cittadina tirrenica sempre dalla parte degli ultimi e di tutti coloro che rivendicavano diritti negati

TARQUINIA- Il Comune di Tarquinia, con deliberazione del 07/04/2023, dedica una via a Luigi Daga, indimenticabile cittadino scomparso nel dicembre 2010. Largo Luigi Daga nascerà nella parte terminale di via Filippo Giorgi, al lido.

Sardo di lontane origini, ma tarquiniese nel cuore e nell’anima. Esponente politico di spicco della sinistra più radicata, diventa nel 1974 il più giovane Sindaco nella storia di Tarquinia. Assessore e Vicepresidente della Provincia di Viterbo, segretario provinciale della CNA negli anni 80, assessore regionale con delega agli enti locali, capofila di tante iniziative di solidarietà contro l’illegalità e sempre dalla parte degli ultimi. 

Da Vicepresidente dell’associazione antimafia Caponnetto ha assunto un atteggiamento intransigente contro la criminalità organizzata nella Tuscia, non ha mai esitato nel mettere nero su bianco, nei suoi scritti, tutti “i panni sporchi” che la nostra terra spesso ha dovuto lavare. Scrittore prolifico di libri dedicati alla sua Tarquinia e ai suoi temi caldi come la sanità locale, i temi ecologici e le grandi personalità che sapeva analizzare in modo scientifico dopo un colloquio di pochi minuti.

La via scelta che porterà il nome di Luigi Daga, è vicino al mare, quel mare che lo ha accompagnato in ogni momento della sua vita come un amico fedele: Daga sceglie di vivere a due passi dal mare, sceglie di dedicarsi alle attività dell’associazione AVAD che sul mare ha le sue origini, sceglie quella spiaggia come ultimo saluto in un freddo pomeriggio di dicembre dopo una malattia feroce che mai però ha minato la sua lucidità.

Uomo dotato di vera una visione critica del liberalismo, con grandi aspirazioni alla giustizia sociale, una delle menti più aperte degli ultimi anni.  Senza troppo preoccuparsi dei rischi che poteva correre, diventa attivo difensore della nostra regione ma soprattutto della sua terra colpita da infiltrazioni malavitose e sotto scacco di strane mire politiche che ne volevano snaturare il territorio. 

Convinto riformatore della politica che nasce dal basso, Daga è stato uno degli ultimi uomini politici portatore di valori di una generazione che ormai non si ricorda più, fortemente coeso anche in maniera radicale, ai propri ideali che fino alla fine lo hanno accompagnato in un viaggio che resterà per Tarquinia e per tutta la Tuscia, monito di integrità, amore e dedizione. 

Di lui restano i libri, gli scritti, le battaglie accorate, i ricordi dei tanti che lo ricordano come un fratello, un amico, un compagno, un padre. Resta il suo pattino sempre sulla stessa spiaggia, quella che tra poco resterà per sempre legata al suo nome e alla sua memoria.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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