Tarquinia celebra il genio di Guerino Gambella, a Palazzo Bruschi dal 16 settembre i suoi quadri in mostra
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TARQUINIA- Dal 16 settembre a Palazzo Bruschi, Tarquinia celebra il genio del pittore tarquiniese Guerino Gambella

TARQUINIA- “La teoria della terra cava”, si intitola così la mostra che celebra il pittore tarquiniese Guerino Gambella. A Palazzo Bruschi dal 16 settembre saranno esposti molti dei suoi quadri più belli.

L’evento, patrocinato dal Comune di Tarquinia e dalla Delegazione FAI di Viterbo, apre le porte di uno dei suoi palazzo storici più belli per omaggiare un cittadino illustre a cento anni dalla nascita e venti dalla sua morte. La cittadina tirrenica che ha dato i natali a Vincenzo Cardarelli quando ancora era conosciuta come Corneto, si distingue nel panorama culturale,  con questa iniziativa per apertura alla cultura e al culto della celebrazione della propria tradizione.

La visione artistica visionaria e rivoluzionaria di Guerino Gambella anticipa in modo prepotente gli eventi che hanno segnato la storia del mondo: le prime foto sul suolo lunare, l’orbita della Terra vista dallo spazio, una nuova concezione di percepire quello che c’è oltre il cielo che tutti vediamo. I quadri di Gambella sono viaggi immaginari verso mondi sconosciuti che però attirano lo sguardo dello spettatore come una calamita, sono la scoperta di un mondo misterioso e la voglia di intraprendere un’esplorazione ignota verso mondi extraterrestri che ci possano aiutare, forse, a decifrare il nostro. 

Le sue opere rivelano una connessione profonda tra l’arte e la realtà scientifica, dimostrando come l’immaginazione artistica possa essere una forza potente nell’anticipare e comunicare l’ignoto.

GUERINO GAMBELLA. LA TEORIA DELLA TERRA CAVA

a cura di Elisa Eutizi

Inaugurazione 16 settembre ore 17:30

16 settembre – 1ottobre 2023

Palazzo Bruschi Falgari

ingresso libero tutti i giorni ore 10:30 – 12:30 e 16:30 – 18:30

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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