Tarquinia, al via la mostra “I sette vizi capitali”
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TARQUINIA - Il primo giugno alle 18,30 alla sala Lawrence. Nello spazio di via Umberto I saranno esposte le tele astratte della pittrice Sandra Inghes, i gioielli in ceramica e cera persa di Maria Grazia Morsella e la scultura dedicata alla vanità del ceramista tarquiniese Fabio Castelli.

TARQUINIA – Alla sala D. H Lawrence di Tarquinia la mostra “I sette vizi capitali”, rilettura in chiave contemporanea della superbia, della lussuria, della gola, dell’invidia, dell’accidia, dell’ira e dell’avarizia.

L’inaugurazione si terrà il primo giugno alle 18,30. Nello spazio di via Umberto I saranno esposte le tele astratte della pittrice Sandra Inghes, i gioielli in ceramica e cera persa di Maria Grazia Morsella e la scultura dedicata alla vanità del ceramista tarquiniese Fabio Castelli.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 9 giugno, tutti i giorni dalle 17 alle 22 (ingresso libero).

“Un viaggio simbolico nel fondo dell’animo umano che attraversa le tenebre, le viscere della terra per riemergere alla luce della liberazione dal male, grazie all’arte – dicono Sandra e Maria Grazia, ideatrici e organizzatrici della mostra -. Ognuna di noi ha dato una propria interpretazione dei sette vizi capitali. Così come ha fatto Fabio con la vanità, considerata come l’ottavo vizio”.

L’esposizione ha il patrocinio del comune di Tarquinia, il sostegno della Cantina di Cerveteri – punto vendita di Tarquinia ed è inserita nel contenitore culturale “Il mese degli Etruschi”.

 

Gli Stati Generali La Fune
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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