Tari, aumenti in vista anche a Viterbo per inflazione e rincari di energia e materie prime. Allarme rosso a Palazzo dei Priori, rischio di un +15%
comune-di-viterbo-
800 Confartigianato
VITERBO - La situazione per il 2024 si preannuncia come particolarmente pesante e anche a Palazzo dei Priori è scattato l'allarme rosso.

VITERBO – L’aumento dei costi della gestione dei rifiuti rischiano di essere una vera e propria croce per i comuni e che la situazione possa avere un impatto significativo anche sulle tasche dei viterbesi è un dato certo. La legge impone ai comuni che questo specifico costo sia pagato interamente dai cittadini attraverso la Tari. Non è previsto un intervento degli enti comunali a ridurre la spesa sui cittadini. 

Il salasso alle porte è uno dei temi di stretta attualità, secondo una stima della Uil negli anni scorsi la tari è cresciuta mediamente nei comuni in Italia del 7%. Una stangata generalizzata per i cittadini, soprattutto per i comuni del Sud Italia dove si scontano i bassi livelli di differenziata che fanno aumentare i conferimenti in discarica. 

La situazione per il 2024 si preannuncia come particolarmente pesante e anche a Palazzo dei Priori è scattato l’allarme rosso con la preoccupazione che per coprire il costo del servizio si dovrà aumentare la Tari del 15% o anche più.

Secondo l’ex sindaco Giovanni Arena, che nei giorni scori ha lanciato l’allarme, si potrebbe arrivare a Viterbo ad un incremento della Tari del 30%.

A incidere sull’aumento della Tari l’inflazione, cresciuta molto negli ultimi due anni, ma anche l’aumento generalizzato dei costi dell’energia e delle materie prime che finiscono per produrre maggiori costi alle aziende impegnate anche in questo comparto, costi che finiscono nel servizio e quindi si ripercuotono sulle tasche dei cittadini. 

CNA 800x120
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
POST FB 01
Fune 300x300
monastero interno
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Masicar300x300-optimize
asvis 2
Foto Fisioterapy Center
Onda
TdP_Inalazioni
domenicale post
aiac_banner_01
lafune_300 x 600