Tante segnalazioni di ufo dalla superstrada Orte-Viterbo, il Gruppo Prisma svela di cosa si tratta
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"Ci sono gli ufo che sorvolano la superstrada Orte-Viterbo". Diverse le segnalazioni giunte ultimamente al Gruppo Prismo. Ma il fenomeno ha una spiegazione pratica. 

“Ci sono gli ufo che sorvolano la superstrada Orte-Viterbo”. Diverse le segnalazioni giunte ultimamente al Gruppo Prismo. Ma il fenomeno ha una spiegazione pratica. 

“Ultimamente ci sono arrivate alcune segnalazioni piuttosto simili: diverse persone hanno dichiarato che, percorrendo la superstrada da Orte verso Viterbo, hanno osservato una intensa luce bianca alla loro sinistra, in prossimità cioè delle vette dei monti che sorgono alle spalle di Bagnaia – raccontano dal Gruppo Prisma -.

Questa luce viene osservata per un alcuni secondi per poi sparire agli occhi dei testimoni che sono alla guida delle loro auto. Diversi di loro sono convinti di aver avvistato un oggetto volante non identificato (Ufo). In realtà, siamo praticamente certi che la causa di questi “avvistamenti” risieda in cima al Monte San Valentino (uno dei Monti che va a chiudere la catena dei Cimini, proprio dietro Bagnaia).

Infatti, da qualche tempo, sulla vetta del suddetto monte è stata eretta una croce di grosse dimensioni che di notte si accende ed è molto vistosa anche a distanze significative (foto). Il San Valentino è assolutamente visibile dal tratto stradale dal quale i testimoni hanno osservato la luce. Perché allora sparirebbe improvvisamente dalla vista degli automobilisti?

La spiegazione è semplice: nel tratto di strada dove avviene l’avvistamento (ossia nel tratto tra le uscite di Soriano/Chia e quella di Soriano/Bomarzo), la visuale dei monti dietro Bagnaia (incluso il San Valentino) è completamente libera e dunque favorevole (vedi foto 1). Diversamente, fino a poco prima l’uscita Soriano/ Chia e dopo poco l’uscita successiva, la Soriano/Bomarzo, ai margini sinistri della strada sorgono degli alberi le cui fronde impediscono la visuale delle vette in questione e dunque della croce stessa (vedi foto 2 e 3).

Quando finalmente più avanti la visuale torna ad aprirsi, la vetta del San Valentino (e dunque la croce in cima) non è più visibile per il semplice fatto che quel tratto stradale è notevolmente più in basso rispetto al precedente, e regala, esclusivamente nei punti più favorevoli, la vista del solo Monte Cimino che è assai più alto del San Valentino (che rimane invece sotto la linea dell’orizzonte disponibile).

Infine tutti gli avvistamenti sono fatti all’imbrunire o quando è già completamente buio, cosa che chiaramente spiega perché i testimoni facciano fatica a orientarsi e a comprendere con esattezza la reale collocazione della luce (appoggiata alla cima piuttosto che poco più in alto della stessa) o a realizzare come possa sparire quel che poco prima vedevano così nitidamente”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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