Tangenziale Ovest sott'acqua per tutta la notte, c'è chi lancia l'allarme: "Guasti frequenti e riparazioni lente, cosa accade sotto l'asfalto?"
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VITERBO - Una squadra di operai si è messa al lavoro alle 8, dopo che per tutta la notte nessuno aveva messo mano al guasto.

VITERBO – Per una ventina di ore l’acqua ha continuato a scorrere senza sosta, sopra e sotto l’asfalto. Una rottura alle tubature dell’acqua, l’ennesima in zona, ha trasformato in un acquitrino via Vico Squarano. La parte alta della Tangenziale Ovest del capoluogo ridotta a uno stagnetto scivoloso, dal pomeriggio di venerdì 16 agosto fino a metà mattinata del sabato.

Una squadra di operai si è messa al lavoro alle 8, dopo che per tutta la notte nessuno aveva messo mano al guasto. Le riparazioni sono in capo a Talete, gestore della rete che rifornisce di acqua le case dei viterbesi. Diversi residenti e commercianti della zona inferociti, alcuni avanzano anche una serie di preoccupazioni che andrebbero considerate con attenzione. 

Si lamenta il disagio e il fatto che la stessa scena si è ripetuta negli ultimi anni almeno una decina di volte. Ma si sottolinea anche la pericolosità potenziale. “La strada resa scivolosa dall’acqua rappresenta un maggiore pericolo per gli automobilisti, ma ancora di più per chi viaggia su due ruote”, così un commerciante della zona.

Non manca chi fa notare come per tante ore l’acqua abbia scavato anche sotto la strada: “Se continuano queste rotture e soprattutto chi dovrebbe intervenire lo fa con questa lentezza c’è da preoccuparsi”. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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