
VITERBO – Il segretario del sindacato Nursing Up chiede chiarimenti su come la Asl ha gestito il caso di Villa Immacolata: ”Il 16 marzo la prima contagiata effettuava il suo ultimo turno di lavoro prima di ammalarsi – scrive Filippo Mario Perazzoni, cercando di ricostruire i fatti -. Dopo pochi giorni, la poveretta peggiorava, trascorsa una settimana veniva intubata e lo è tutt’ora. Durante questo periodo tutte le persone esposte probabilmente al contagio hanno più o meno circolato tranquillamente nella struttura, ma anche nello spogliatoio comune, alla timbratura, in palestra. Da quello che mi risulta, i tamponi sono stati fatti due settimane dopo le notizie del primo contagio e il campionamento ha riguardato solo i pazienti e gli operatori del reparto coinvolto dove sono stati individuati 6 positivi (la metà operatori). Non sembra che siano stati effettuati tamponi sul resto del personale o sui famigliari e sui parenti a casa, sembrerebbe addirittura neanche ai parenti del primo caso. Penso che sarebbe il caso di avere alcune risposte da parte della Asl”.


















