Talete, una morosità di 24 milioni di euro

VITERBO - Una situazione non certo rosea, anche perché la società conta di riuscire davvero a recuperarne un terzo: 8 milioni circa.
VITERBO – Ammonta a 24 milioni di euro la morosità che grava sulle casse di Talete. Una situazione non certo rosea, anche perché la società conta di riuscire davvero a recuperarne un terzo: 8 milioni circa.
La ricapitalizzazione è l’unica mossa che può evitare il collasso. E per scongiurare il fallimento di Talete non ci sono troppe opzioni da vagliare: entrano i privati con una quota del 40% oppure i comuni mettono i soldi che servono o arriva un “miracolo” da Arera o Regione Lazio (in questo momento acefala politicamente dopo le dimissioni di Zingaretti e considerate le votazioni alle porte).

Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

















