“Talete società privatistica e clientelare, Nocchi convochi un’assemblea dei sindaci per la gestione pubblica dell’acqua”
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VITERBO – Intervento di Bengasi Battisti del coordinamento nazionale enti locali per l'acqua pubblica.

VITERBO – Intervento di  Bengasi Battisti del coordinamento nazionale enti locali per l’acqua pubblica.

“La profonda crisi della gestione Talete è da cercare nella sua forma societaria privatistica e clientelare.

Il cambio dei vertici senza l’applicazione dell’esito referendario non può essere presentato come una soluzione.

La tutela dei beni comuni si afferma con la conclusione della esperienza privatistica e partitocratico-clientelare della Talete e con una nuova gestione pubblica e partecipata dell’acqua. Ci sono tutte le condizioni per farlo.

Basterebbe applicare quella proposta di legge di iniziativa popolare che, tramutata poi in legge e approvata all’unanimità dal consiglio regionale del Lazio nel 2014, è rimasta ancora chiusa inspiegabilmente nel cassetto. Una legge che recepisce in modo chiaro la volontà popolare espressa con il referendum del 2011 e che per giustizia e coerenza dovrebbe essere immediatamente applicata.

Nel frattempo, il presidente Nocchi, quale governatore delle acque del viterbese, dovrebbe convocare al più presto un’assemblea per permettere ai sindaci, che sono la massima espressione delle comunità fondate sul bene comune, di chiudere la triste pagina Talete e di ridare speranza attraverso una nuova gestione pubblica e partecipata”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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