
VITERBO – Talete, il quadro che si va delineando è molto complicato. Proviamo, non senza fatica, a ricostruirlo a beneficio dei nostri lettori.
È di ieri la notizia dell’atto di costituzione in mora della procura regionale della Corte dei Conti per 15 amministratori tra sindaci e dirigenti Talete per un danno erariale da più di 6 milioni di euro (generato, sempre secondo la Corte dei Conti da interessi passivi su prestiti avuti dalla società e da un debito di 1,2milioni di euro con Enel che ha fatto uscire Talete dal mercato libero dell’energia per finire in quello di “salvaguardia” con condizioni economiche peggiorative). I fatti risalgono all’arco temporale tra il 2011 e il 2015.
La Corte dei Conti definisce Talete una società “in stato di decozione” ossia una condizione di insolvenza irreversibile.
“Forti” di questo biglietto da visita i dirigenti Talete, per salvare la società, hanno provato a chiedere un prestito di 15 milioni di euro al Monte dei Paschi di Siena che (giustamente date le credenziali del richiedente) glielo ha negato. Ma i manager di Talete non si sono dati per vinti ed hanno chiesto lo stesso prestito a Banca Intesa, che per il momento ancora non ha risposto, ma dato che non è un ente di beneficenza, sicuramente darà la stessa risposta che è stata data dal Monte dei Paschi.
I 40milioni di euro promessi da Arera non sono mai arrivati (però nel piano economico finanziario vengono dati come acquisiti. Finanza creativa?) e i 10 milioni che la Regione inizialmente metteva per la gestione dei dearsenificatori non sono più stati erogati e così sono stati “spalmati” in bolletta per la gioia dei consumatori.
Infine va considerato l’elevato tasso di morosità (quattro volte il dato nazionale) e l’incapacità nel recuperare i crediti dagli utenti morosi.
Ieri in V Commissione l’incontro tra il sindaco Arena e il Presidente Bossola si è concluso con un nulla di fatto.
Martedì c’è il consiglio comunale e la politica è chiamata ad esprimersi su ulteriori aumenti in bolletta.
I cittadini osservino, ragionino e giudichino.


















