Talete, poche idee ma confuse e un’unica certezza: l’aumento delle tariffe a danno dei cittadini
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VITERBO – In una realtà normale una società con ammanchi del genere sarebbe fallita da un pezzo. Ma la politica vorrebbe, ancora una volta, salvare la società idrica aumentando le tariffe in pieno Covid – LO SPIEGONE DE LA FUNE.

VITERBO – Talete, il quadro che si va delineando è molto complicato. Proviamo, non senza fatica, a ricostruirlo a beneficio dei nostri lettori.

È di ieri la notizia dell’atto di costituzione in mora della procura regionale della Corte dei Conti per 15 amministratori tra sindaci e dirigenti Talete per un danno erariale da più di 6 milioni di euro (generato, sempre secondo la Corte dei Conti da interessi passivi su prestiti avuti dalla società e da un debito di 1,2milioni di euro con Enel che ha fatto uscire Talete dal mercato libero dell’energia per finire in quello di “salvaguardia” con condizioni economiche peggiorative). I fatti risalgono all’arco temporale tra il 2011 e il 2015.

La Corte dei Conti definisce Talete una società “in stato di decozione” ossia una condizione di insolvenza irreversibile.

“Forti” di questo biglietto da visita i dirigenti Talete, per salvare la società, hanno provato a chiedere un prestito di 15 milioni di euro al Monte dei Paschi di Siena che (giustamente date le credenziali del richiedente) glielo ha negato. Ma i manager di Talete non si sono dati per vinti ed hanno chiesto lo stesso prestito a Banca Intesa, che per il momento ancora non ha risposto, ma dato che non è un ente di beneficenza, sicuramente darà la stessa risposta che è stata data dal Monte dei Paschi.

I 40milioni di euro promessi da Arera non sono mai arrivati (però nel piano economico finanziario vengono dati come acquisiti. Finanza creativa?) e i 10 milioni che la Regione inizialmente metteva per la gestione dei dearsenificatori non sono più stati erogati e così sono stati “spalmati” in bolletta per la gioia dei consumatori.

Infine va considerato l’elevato tasso di morosità (quattro volte il dato nazionale) e l’incapacità nel recuperare i crediti dagli utenti morosi.

Ieri in V Commissione l’incontro tra il sindaco Arena e il Presidente Bossola si è concluso con un nulla di fatto.

Martedì c’è il consiglio comunale e la politica è chiamata ad esprimersi su ulteriori aumenti in bolletta.

I cittadini osservino, ragionino e giudichino.

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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