Talete, ora Zingaretti può commissariare i comuni rimasti fuori. Rotta verso il gestore unico
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Un decreto del governo conferisce da oggi il potere al presidente della Regione Lazio di commissariare i comuni che rifiutano di entrare in Talete. Una scolta storica.

Da oggi Nicola Zingaretti può commissariare i 28 comuni della Tuscia che ancora non sono entrati in Talete. Un decreto del governo gli conferisce da questo 11 novembre il potere di far rispettare la legge Galli, disattesa fino a oggi da una fetta consistente di municipi del Viterbese.

E che Zingaretti ha intenzione di utilizzare questo strumento per vincere le pluriennali resistenze dei sindaci è apparso abbastanza chiaro durante la sua ultima visita a Viterbo, in occasione dell’incontro organizzato da Panorama.

E’ quindi questione di tempo e assisteremo alla scomparsa della famosa “acqua del sindaco”. Sul fronte acqua sono all’orizzonte tante altre novità. La stessa Talete infatti è in odore di superamento. Affrontare le gravi criticità che ha il sistema idrico della Tuscia sembrano possibili solo all’interno di un quadro più ampio, con un gestore regionale unico.

E Zingaretti sembra guardare con interesse ad Acea, già al lavoro su questa strada del gestore regionale unico in Toscana.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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