
Terremoto al vertice di Talete. Si è dimesso il presidente Stefano Bonori, stessa scelta per Cinzia Marzoli e Marco Fedeli del cda. Nella mattinata di ieri è stata annunciata la convocazione di una conferenza stampa per lunedì mattina alle 12.
Convocazione generica, senza specifiche. Di certo tutti hanno subito pensato a qualcosa di grosso, visto la situazione che sta attraversando Talete. E infatti al momento dell’annuncio dell’assemblea almeno il presidente Bonori aveva già rassegnato le proprie dimissioni.
In realtà la decisione era nell’aria già dallo scorso 26 agosto, quando l’assemblea dei soci (i sindaci dei comuni entrati in Talete) di fatto non approvò il bilancio. Bonori è stato l’uomo della chiarezza. Ha messo sul tavolino la situazione dei conti della società e ha indicato la strada, e la cifra, necessarie per il rilancio.
Quello che è venuto a galla è un debito di 4 milioni e mezzo di euro e il bisogno di almeno 28, dicono gli esperti, milioni per guardare al futuro. Soldi necessari per il miglioramento delle rete idrica e per essere nella condizione di affrontare la complicata questione dei dearsenificatori. Partitta che dal prossimo anno rischia di gravare interamente e per la bellezza di 6 milioni di euro sulle casse di Talete.
I destini della società di gestione del servizio idrico sono tormentati, così come quelli dei 150 dipendenti che costituiscono l’anima e il motore di Talete.
Si rischia che la società finisca in liquidazione. Secondo le indiscrezioni il presidente della Provincia Mazzola, numero uno anche dell’Ato, avrebbe in mente di far scattare un commissariamento per tentare il salvataggio. In questo scenario la più quotata per subentrare a Bonori sarebbe proprio Cinzia Marzoli.
Ma alla fine l’ultima parola spetterà ai sindaci. Dalla loro scelta di ricapitalizzare o meno dipende il destino di Talete. E all’orizzonte sembra sempre più vicina Acea.


















