Talete, Movimento 5 Stelle lancia un appello ai sindaci: "Salviamola dalla svendita ai privati"
Foto Massimo Erbetti
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VITERBO - "In questo momento storico, cedere ai privati equivarrebbe a fare un immenso regalo a chi sull’acqua intende generare profitto".

VITERBO “Siamo ormai alle fasi conclusive per la cessione del 40% delle quote di Talete. Lanciamo un ultimo accorato appello affinché i sindaci della Tuscia tornino sui propri passi”. Così il Movimento Cinque Stelle.

“Questa operazione rappresenta l’anticamera di una privatizzazione contro la quale i cittadini si
sono già espressi chiaramente con il referendum sull’acqua pubblica – continuano i pentastellati -. Proseguire con la cessione significa ignorare quella volontà popolare, e non solo per motivi ideologici, ma anche per evidenti ragioni economiche.

In questo momento storico, cedere ai privati equivarrebbe a fare un immenso regalo a chi sull’acqua intende generare profitto. Talete, infatti, ha ottenuto importanti risorse economiche:
Un bando di oltre 18 milioni di euro, un finanziamento regionale di oltre 4 milioni di euro,
gli stanziamenti del PNRR per il raddoppio dell’acquedotto del Peschiera, che porteranno
acqua priva di arsenico nella nostra provincia, con un risparmio per le casse di Talete stimato in
oltre 15 milioni di euro.

Appare quindi evidente che la cessione delle quote non sia più necessaria. Insistere su questa strada significherebbe causare un grave danno alla collettività. Negli anni, come Movimento 5 Stelle, abbiamo proposto numerose soluzioni concrete per risanare la gestione della società. Tra queste l’autonomia energetica: rendere Talete in grado di produrre energia elettrica pulita, riducendo sensibilmente i costi della bolletta energetica, uno dei principali problemi del bilancio aziendale.

La ricerca sulle falde acquifere: abbiamo chiesto di proseguire gli studi condotti dall’Università della Tuscia, che avevano individuato falde prive di arsenico, ma le amministrazioni locali non hanno mai dato seguito a questa proposta.

Nonostante il disinteresse mostrato finora, noi non ci arrendiamo. Continueremo a lottare per scongiurare questa parziale privatizzazione, perché la volontà popolare non può e non deve essere ignorata. Chi sceglierà di svendere Talete dovrà assumersi la responsabilità di fronte ai
cittadini, che subiranno l’aumento dei costi in bolletta. Un’azienda privata, per definizione, punta a fare utili e profitti, e questo è inaccettabile, non solo dal punto di vista economico ma anche morale.

Siete ancora in tempo per fermare questa svendita. Vi chiediamo di farlo per voi, per i vostri figli e per tutta la comunità che vi ha dato fiducia, sperando che difendiate i suoi interessi e non quelli delle multinazionali”. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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