Talete, lunedì si capiranno le intenzioni di Viterbo. Convocata la quinta commissione
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Per la società che nell'ultimo decennio ha gestito il servizio idrico nella Tuscia è un momento complicato. Dopo le dimissioni del presidente Stefano Bonori e del consigliere Cinzia Marzoli si sono aperti scenari imprevedibili. Un ruolo importante nella partita lo giocherà il Comune di Viterbo, la cui posizione non è di fatto stata espressa con chiarezza. Lunedì sarà possibile sapere qualcosa in più.

Destini Talete, la questione approda nella quinta commissione del Comune di Viterbo. L’appuntamento, importantissimo, è fissato in agenda per le 15,30 di lunedì 28 settembre nella solita sala comunale di via Garbini.

Il capoluogo è l’azionista di maggioranza della società che gestisce da un decennio il servizio idrico del Viterbese. Detiene infatti il 28% delle quote e ha una voce pesante nella determinazione del destino della spa.

Ma la posizione del sindaco Leonardo Michelini rispetto alla società non è ancora chiara. Così è scattato il pressing dell’opposizione che, attraverso la richiesta avanzata al presidente della quinta commissione Martina Minchella dai forzisti Giulio Marini e Claudio Ubertini, ha richiesto la convocazione della commissione incaricata del controllo analogo in tutte le realtà partecipate dal Comune.

Marini si attende dall’incontro una sorta di momento delle verità. Vuole capire che rotta intende tracciare l’amministrazione Michelini: ricapitalizzare, mettere in liquidazione o dichiarare il fallimento considerati i 4 milioni e mezzo di buco.

Opzioni di fatto tutte sul piatto e ognuna della quali è portatrice di determinate conseguenze. I forzisti, ma questa è una posizione condivisa nel centrodestra, sono favorevoli al mantenimento in vita di Talete e intendono dare battaglia.

C’è la questione dei 153 dipendenti, ma anche quella del rischio di passare ad altri una realtà che emette bollette per 28 milioni di euro all’anno. Una realtà che, se ben gestita, avrebbe potuto dare e potrebbe ancora farlo utili da distribuire tra i soci, ossia i comuni della Tuscia. Per Marini la cosa importante è rompere il silenzio: “Non possono pensare di cucinare in gran segreto Talete”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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