
Destini Talete, la questione approda nella quinta commissione del Comune di Viterbo. L’appuntamento, importantissimo, è fissato in agenda per le 15,30 di lunedì 28 settembre nella solita sala comunale di via Garbini.
Il capoluogo è l’azionista di maggioranza della società che gestisce da un decennio il servizio idrico del Viterbese. Detiene infatti il 28% delle quote e ha una voce pesante nella determinazione del destino della spa.
Ma la posizione del sindaco Leonardo Michelini rispetto alla società non è ancora chiara. Così è scattato il pressing dell’opposizione che, attraverso la richiesta avanzata al presidente della quinta commissione Martina Minchella dai forzisti Giulio Marini e Claudio Ubertini, ha richiesto la convocazione della commissione incaricata del controllo analogo in tutte le realtà partecipate dal Comune.
Marini si attende dall’incontro una sorta di momento delle verità. Vuole capire che rotta intende tracciare l’amministrazione Michelini: ricapitalizzare, mettere in liquidazione o dichiarare il fallimento considerati i 4 milioni e mezzo di buco.
Opzioni di fatto tutte sul piatto e ognuna della quali è portatrice di determinate conseguenze. I forzisti, ma questa è una posizione condivisa nel centrodestra, sono favorevoli al mantenimento in vita di Talete e intendono dare battaglia.
C’è la questione dei 153 dipendenti, ma anche quella del rischio di passare ad altri una realtà che emette bollette per 28 milioni di euro all’anno. Una realtà che, se ben gestita, avrebbe potuto dare e potrebbe ancora farlo utili da distribuire tra i soci, ossia i comuni della Tuscia. Per Marini la cosa importante è rompere il silenzio: “Non possono pensare di cucinare in gran segreto Talete”.

















