Talete, l’avviso della vergogna
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VITERBO – Un avviso agli utenti di interruzione del servizio idrico pieno zeppo di errori, o meglio orrori, grammaticali diventa virale sul web.

VITERBO – Un semplice avviso agli utenti diventa una “Caporetto” a livello di immagine per la società idrica.

Talete doveva comunicare agli abitanti del quartiere San Faustino la momentanea interruzione del servizio idrico per lavori di riparazione sulla condotta principale.

Lo ha fatto con avviso scritto in parte al computer e in parte a mano.

Sulla parte scritta al computer tutto bene.

Invece la parte scritta a mano è infarcita di errori grammaticali: Piazza Sallupara diventa Piazza S. Lupara, ma l’errore più grave, quello che la maestra ti correggerebbe con la matita blu è “Vie limitrofe” che diventa “Vie l’ imitrofe” ripetuto per ben tre volte. Ad alcuni professori di italiano cadranno gli occhi…

La comunicazione al pubblico è parte integrante dell’immagine esterna che un’impresa dà di sé stessa.

Per questo un bel corso accelerato di grammatica italiana non farebbe male… sempre se si trovano i fondi dato il periodo di crisi economica che la società idrica sta attraversando.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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