Talete, il Tar sospende l’azione di commissariamento su Bagnoregio
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BAGNOREGIO - Soddisfatto il sindaco Luca Profili: "Una prima battaglia storica vinta".

BAGNOREGIO – Il Tar del Lazio ha concesso al comune di Bagnoregio la sospensiva sul decreto di commissariamento per l’ingresso in Talete, disposto dalla Regione.

“Una prima battaglia storica vinta – commenta il sindaco Luca Profili -. Con cautela attendiamo fiduciosi la camera di consiglio”.

La notizia arriva a pochi giorni dalla sospensiva accordata al comune di Farnese. Bagnoregio è infatti parte di un gruppo di otto comuni che sta portando avanti una propria azione di resistenza, al tribunale amministrativo, all’ingresso obbligato in Talete.

La strategia difensiva degli otto comuni, assistititi tutti da un prestigioso studio di avvocati romano, è costruita sulla stessa ossatura ma l’azione di ricorso è individuale.

“Dopo la buona notizia arrivata per Farnese – continua il sindaco Profili – eravamo fiduciosi. Rispetto ai ricorsi precedenti questa sospensiva rappresenta una novità. La camera di consiglio si riunirà nella seconda metà di ottobre e dobbiamo aspettare. Come già detto dal sindaco di Farnese quello che può fare la differenza è l’impostazione di questo nostro ricorso che punta molto sul fatto che la realtà di Talete è in contraddizione con lo spirito della Legge Galli. L’Ato unico era stato disegnato per generare economie di scala e risparmi per i cittadini ma i fatti prospettano esattamente il contrario”.

La sospensiva blocca l’azione del commissario e permette ai comuni di tenere congelata la situazione. Interessati dal commissariamento sono le realtà di Bagnoregio, Farnese, Grotte di Castro, Proceno, Ronciglione, Monte Romano, Fabrica di Roma e Villa San Giovanni.

Per tutti la resistenza all’ingresso in Talete si fonda sulle perplessità in merito alla tenuta finanziaria della società e alla preoccupazione per un aumento significativo delle tariffe.

Proiezioni appositamente realizzate parlano di bollette dell’acqua che si andrebbe a triplicare rispetto alla situazione attuale proprio nel caso bagnorese.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

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