Talete, il giorno del voto per il nuovo cda. Data per fatta l'intesa Pd, Forza Italia e FdI. Tagliata fuori la Lega
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VITERBO - Oggi l'assemblea dei sindaci. Saranno loro i chiamati a votare, il tutto a nove giorni dal voto per il rinnovo di una trentina di comuni nel Viterbese. Tra cui realtà anche "pesanti" come Tarquinia e Civita Castellana e fortemente in bilico verso il cambio di casacca.

VITERBO – Talete, due consiglieri all’area di centrodestra e la presidenza al Partito Democratico. Questo lo schema su cui si sarebbe chiuso l’accordo sul rinnovo del vertice della società che gestisce il servizio idrico nella Tuscia e nel territorio dell’Ato1.

Oggi l’assemblea dei sindaci. Saranno loro i chiamati a votare, il tutto a nove giorni dal voto per il rinnovo di una trentina di comuni nel Viterbese. Tra cui realtà anche “pesanti” come Tarquinia e Civita Castellana e fortemente in bilico verso il cambio di casacca.

Le indiscrezioni danno per riconfermato Giuseppe Fraticelli e l’ingresso nel cda di un uomo in quota Fratelli d’Italia. Per la presidenza, quota Pd, si parla di una figura tecnica che dovrebbe arrivare da Roma.

La votazione di oggi per la nomina del nuovo consiglio d’amministrazione sta spaccando il mondo politico locale, e non solo. Fa discutere che sia stata fissata come data per il rinnovo del cda proprio questo 17 maggio. Così “il mondo” si è diviso tra i sostenitori “dell’urgenza” e i fautori di un voto dopo il 26 maggio, giorno della amministrative.

Sulla questione è intervenuto nei giorni scorsi lo stesso prefetto Giovanni Bruno invitando ad attendere l’esito delle elezioni prima di procedere al rinnovo del consiglio d’amministrazione Talete.

A guardare bene la situazione e quanto trapelato dell’accordo i veri “trombati” sono quelli della Lega. Il Carroccio infatti, probabilmente destinato a prendere qualche comune il 26 maggio e quindi ad avere rappresentanza nell’assemblea dei sindaci, con il voto di oggi non viene fatto contare niente. Un’esclusione da Talete per i verdi che gli alleati storici, e compagni di viaggio anche in diversi comuni (magari all’interno di liste civiche in quelli più piccoli), sembrerebbero intenzionati a confezionare ad arte. Della serie “alleati-coltelli”. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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