Talete, i comuni "ribelli" ricorreranno al Tar. Pilastro del ricorso il "tradimento" della ratio che ispirò la legge Galli
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VITERBO - Mossa obbligata il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per neutralizzare i commissariamenti. Dopo un incontro presso Schenardi si sono visti, loro o loro delegati, in un importante studio di avvocati romano.

VITERBO – Barriere a Talete nei comuni su cui la Regione Lazio ha deciso il commissariamento, a inizio estate. I primi cittadini “ribelli”, così sono stati ribattezzati, stanno elaborando una strategia in punta di legge per tentare una resistenza e mantenere in essere la tanto cara (anche perché in alcuni casi costa quattro volte meno alle proiezioni di un ingresso in Talete) “acqua del sindaco”. 

Mossa obbligata il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per neutralizzare i commissariamenti. Dopo un incontro presso Schenardi si sono visti, loro o loro delegati, in un importante studio di avvocati romano.

Qui la decisione di puntare su due fattori: i dubbi sulla tenuta finanziaria di Talete, viste tutte una serie di criticità e il “tradimento” della ratio della legge Galli che vedeva nella centralizzazione della gestione il concretizzarsi di un meccanismo di risparmi grazie al ricorso a economie di scala. Un qualcosa che nei fatti non si è materializzato.

Proprio questo conta di essere il nocciolo del ricorso e i comuni che hanno deciso di resistere a Talete chiederanno al giudice amministrativo di pronunciarsi. Un’azione diversa nella sostanza ai ricorsi presentati nel 2017 da altri comuni, dove il centro della richiesta si basava tutto sul referendum per l’acqua pubblica. 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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