Talete, Frontini: "Una società che naviga in cattive acque non assume 149 nuovi dipendenti"
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VITERBO - Piano Operativo Talete, a pochi giorni dalla bocciatura da parte del socio di maggioranza (il  Comune di Viterbo), il sindaco Frontini spiega le ragioni della decisione. 

VITERBO – Piano Operativo Talete, a pochi giorni dalla bocciatura da parte del socio di maggioranza (il  Comune di Viterbo), il sindaco Frontini spiega le ragioni della decisione. 

“Abbiamo detto no al Piano Operativo di Talete 2023 perché i 10 mesi di lavoro per creare un’alternativa e salvarla dalla privatizzazione, per l’amministratore Genova, non sono esistiti. Nel piano aziendale si continua a parlare di vendita delle quote come se nel frattempo non ci fosse chi sta valutando l’economicità di mantenerla pubblica con un piano di ristrutturazione, rilancio e risanamento serio e articolato”. Così il primo cittadino viterbese.

“Abbiamo detto no al Piano Operativo di Talete 2023 perché se è vero come è vero che la società versa in acque agitate, non si vara un piano assunzioni da 149 unità, ma si assume solo lo stretto necessario per garantire i servizi – continua Frontini -.

E basta con questa storia della gestione politica delle società partecipate, ci sono lavoratori e servizi essenziali dietro i nomi delle società. È forse la sfida più difficile che abbiamo di fronte, quelle delle partecipate, per come le abbiamo trovate: Francigena sull’orlo della liquidazione, e la stiamo risanando, e Talete non è da meno. Su, forza, coraggio, tiriamola fuori dal guado e diamo ai cittadini un servizio pubblico essenziale di qualità”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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