Talete, Frontini: "Non votiamo l'aumento delle tariffe del 13%"
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VITERBO - Il comune capoluogo dice no all'aumento delle tariffe Talete del 13%. Il sindaco Frontini non ci sta a dare il suo via libera al buio e non si presenta alla consulta d'ambito. 

VITERBO – Il comune capoluogo dice no all’aumento delle tariffe Talete del 13%. Il sindaco Frontini non ci sta a dare il suo via libera al buio e non si presenta alla consulta d’ambito. 

“Noi facciamo quello che diciamo, la parola si mantiene. Avevamo detto che non avremmo votato il 13% di aumento senza un piano di risanamento serio di Talete. Perché? Perché aumentare le bollette senza poter contestualmente dire: “aumentiamo, ma siamo certi che grazie a questo sacrificio la società sarà salva e il servizio migliorerà” non è più accettabile.

Perché se qualcuno pensa di addossare a noi, al governo di Viterbo da neanche 5 mesi, le responsabilità di 20 anni di gestione scellerata sbaglia di grosso.
La nostra responsabilità sta proprio nel voler vederci chiaro e nell’avere una prospettiva prima di mettere le mani nelle tasche dei cittadini”. Queste le parole del primo cittadino Chiara Frontini. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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