Talete, Frontini: “La disobbedienza civile è il minimo che possono aspettarsi se continuano ad aumentare le bollette”

VITERBO – Aumento delle bollette dell’acqua. La consigliera comunale e leader del Movimento Viterbo 2020 non ci sta: “l’ennesimo schiaffo di Natale ai viterbesi dalla maggioranza delle tasse”.
VITERBO – Aumento delle bollette dell’acqua. La consigliera comunale e leader del Movimento Viterbo 2020 non ci sta e dal suo profilo Facebook lancia un post che è un atto di accusa contro il sistema: “Aumento delle bollette dell’acqua: l’ennesimo schiaffo di Natale ai viterbesi dalla maggioranza delle tasse. Seguitemi in tre, veloci, passi:
- La procura della Corte dei Conti rileva una mala gestio da parte degli amministratori della società (nominati dalla politica) che avrebbero addirittura occultato con artifizi contabili lo stato economico-finanziario reale della società e che tale mala gestio ha causato ingenti perdite alla società stessa (6.5 milioni di euro);
- Contestualmente, rileva una connivenza della politica (i sindaci) la cui inerzia e mancato controllo hanno contribuito a causare la perdita da 6.5 milioni di euro, e hanno indagato solo fino al 2015, quindi potrebbe esserci altro;
- Ora la stessa politica viene a dirci che è necessario aumentare le tariffe a tutto discapito dei cittadini al solo scopo di coprire i costi di una società che non si regge in piedi per danni che la stessa politica ha prodotto, direttamente (con l’inerzia e il mancato controllo) o indirettamente (con la nomina di amministratori incapaci, nella migliore delle ipotesi).
La disobbedienza civile è il minimo che possono aspettarsi se continuano ad aumentare le bollette”.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

















