Talete, Fratelli d'Italia: "Rimodulare le bollette e fare pagare ai titolari di attività solo i consumi effettivi"
comune viterbo
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VITERBO - In una nota chiede l'appoggio del sindaco Arena e di tutti i primi cittadini della Tuscia a questa richiesta. 

VITERBO – Il gruppo comunale di Fratelli d’Italia chiede a Talete di fare pagare alle attività rimaste chiuse per l’emergenza Covid-19 solo i consumi effettivi e quindi rivedere le bollette. In una nota chiede l’appoggio del sindaco Arena e di tutti i primi cittadini della Tuscia a questa richiesta. 

“La crisi del settore dell’ospitalità e di tutti quei comparti che oggi sono chiusi per decreto del presidente del consiglio dei ministri non ci può lasciare indifferenti, in quanto motore dell’economia non soltanto della nostra città, ma dell’intero Paese – così dal gruppo FdI di Palazzo dei Priori -.

E’ necessario che il Governo dia risposte immediate a tutti gli esercenti che in queste ore hanno fatto e stanno facendo sentire la loro voce in tutta Italia. Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia al comune di Viterbo ritiene indispensabile intervenire anche nel nostro territorio con misure straordinarie ed emergenziali per sostenere le attività che in questo periodo hanno dovuto tener abbassate lo loro serrande a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, come bar, ristoranti, alberghi,
centri sportivi e pub e per questo chiede in via del tutto eccezionale a Talete S.p.A di rimodulare provvisoriamente i contratti “altri usi” abbattendo il previsto minimo impegnato e portandoli a consumo effettivo.

Chiediamo al nostro Sindaco Giovanni Arena e a tutti i sindaci della nostra provincia che hanno ceduto il servizio idrico alla società partecipata di sostenere con forza questa nostra proposta. Questa misura permetterebbe a queste aziende, al momento non operative e quindi con consumi bassissimi o pari a zero, vedersi quasi azzerate le bollette relative a tale periodo di crisi”.
Gruppo consiliare Fdi

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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