Talete, Erbetti (M5S) si contrappone al presidente Bossola: "L'acqua deve rimanere interamente pubblica"
Massimo Erbetti
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VITERBO - "Apprendo dal Corriere di Viterbo che secondo il Presidente del Cda di Talete una delle tante ricette per salvare la società idrica sarebbe, (il condizionale è d’obbligo anche perché se fossero realmente le parole del Presidente sarebbe sconcertante), quella di “rieducare” i cittadini aumentando ancora una volta le bollette idriche, così da spingerli a consumare meno", così il consigliere del Movimento Cinque Stelle Massimo Erbetti.

VITERBO – “Apprendo dal Corriere di Viterbo che secondo il Presidente del Cda di Talete una delle tante ricette per salvare la società idrica sarebbe, (il condizionale è d’obbligo anche perché se fossero realmente le parole del Presidente sarebbe sconcertante), quella di “rieducare” i cittadini aumentando ancora una volta le bollette idriche, così da spingerli a consumare meno”, così il consigliere del Movimento Cinque Stelle Massimo Erbetti.

“Sì cari cittadini – continua il pentastellato – avete capito bene: rieducare, i cittadini vanno rieducati punendoli, perché solo con la punizione i consumatori ridurrebbero i consumi di acqua; questo siamo diventati: limoni da spremere che vanno rieducati.

E poco conta che ogni anno la bolletta idrica subisce già un aumento, che la rete idrica disperde il 50% dell’acqua, che fino ad oggi non c’è stato un piano di investimenti serio, che l’acqua è ai limiti della potabilità.

Nell’intervista al Corriere comunque alcune notizie interessanti le troviamo, come ad esempio il fatto che secondo il Presidente la ripubblicizzazione del servizio idrico costerebbe troppo, per cui cari concittadini sappiate che il servizio idrico in Italia è già in parte privato, in barba a quel referendum dove la quasi totalità dei cittadini ha espresso parere contrario.

L’acqua dottor Bossola è un bene comune e in quanto tale deve essere totalmente pubblico e lontano dalle logiche di mercato, costi quel che costi e io in primis, ma vedrà che con me ci saranno migliaia di altri cittadini, mi batterò con ogni mezzo lecito affinché il servizio idrico viterbese rimanga totalmente pubblico”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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