
VITERBO – Il pignoramento dei conti correnti di Talete rappresenta un fulmine a ciel sereno, non solo per la società idrica, ma anche per la maggioranza alla guida di palazzo dei Priori. Sembra che il primo cittadino non sia stato informato dell’operazione. È in corso uno scontro durissimo nel centrodestra viterbese sulla questione Talete.
Ieri pomeriggio è andata in scena una riunione di maggioranza molto concitata.
In particolare fratelli D’Italia chiede di sapere da chi sia partito il via libera al pignoramento.
Tutto questo a pochi giorni dalla nomina del nuovo consiglio d’amministrazione Talete, che si sarebbe dovuto riunire venerdì per la prima volta.
Per questo si pensa che la motivazione sia più “politica” che “economica”.
Lo stesso Arena lo scorso gennaio, tra mille contestazioni, aveva dato il via all’aumento della tariffa idrica, insieme ad altri sindaci. I maggiori introiti avrebbero consentito alla società idrica l’accesso a un mutuo da 35 milioni di euro, utilizzato parte per investimenti e parte per pagare i crediti vantati dai comuni.
Inoltre a febbraio si è tenuto un consiglio comunale straordinario in cui era stato approvato un ordine del giorno in si autorizzava una transazione con Talete. Poi, all’improvviso, il pignoramento. Una decisione che sconfessa Arena e la sua maggioranza su un tema delicatissimo. E che dimostra uno scollamento politico evidente.
I dipendenti sono sul piede di guerra. Difficile che il regolare servizio idrico venga garantito. La situazione si fa pesantissima.
Le pressioni sul sindaco sono fortissime e, anche qualora decidesse di chiedere al giudice di ritirare il provvedimento, per tornare ad una normale transazione, questo non sarà immediato. Ci vorrà comunque del tempo.
Ma soprattutto ai cittadini cosa gli racconterà? Come giustificherà il pignoramento e poi, l’eventuale, successivo, ritiro dello stesso? Una situazione spinosissima, da cui è difficile uscire senza fare danni e brutte figure.


















