Talete, Comitato 'Non ce la beviamo': "La Regione Lazio presti attenzione alla qualità dell'acqua"
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VITERBO - "La Regione dovrebbe spiegare - scrivono dal Comitato - perché, anche a fronte delle dimissioni del consiglio d’amministrazione di Talete, procede a commissariare alcuni dei Comuni ancora non transitati nella società. Non è noto, tra l’altro, il criterio rispetto al quale siano stati scelti solo alcuni e non altri".

VITERBO – “La Regione Lazio si occupa di commissariare i Comuni non transitati in Talete ma non presta attenzione alla qualità dell’acqua”, così dal Comitato ‘Non ce la Beviamo’.

“La Regione dovrebbe spiegare – scrivono dal Comitato – perché, anche a fronte delle dimissioni del consiglio d’amministrazione di Talete, procede a commissariare alcuni dei Comuni ancora non transitati nella società. Non è noto, tra l’altro, il criterio rispetto al quale siano stati scelti solo alcuni e non altri.

La dimissione del Cda di Talete è l’ennesimo segnale di un sistema malato di gestione di una risorsa pubblica e fondamentale come l’acqua. A breve è prevista la convocazione dell’Assemblea dei soci per la nomina del nuovo Cda; si assisterà ancora alla disgustosa spartizione di poltrone prevista dalla gestione privatistica della società.

Dunque, in questa situazione, la Regione sta forzando l’entrata in una società che ha grossi problemi nella gestione dei servizi, nella gestione economica e nella governance, oltre ad un bilancio con molti dubbi. Ricordiamo, tra l’altro, le tariffe sempre in crescita e le bollette altissime a fronte di una qualità molto discutibile, tanto che, spesso, l’acqua risulta completamente inutilizzabile e costringe la gente ad acquistarla al supermercato.

Nel frattempo molti cittadini dei Comuni non ancora entrati in Talete si stanno organizzando in Comitati per resistere a questa operazione. Contrari all’entrata in Talete anche diversi amministratori e sindaci.

Il Comitato Non ce la Beviamo darà tutto il proprio sostegno a questi Comuni resistenti perché da sempre ritiene questa un’operazione sconveniente per i cittadini oltre che illegittima in quanto contraria alla volontà popolare espressa nel Referendum del 2011 ed esorta, invece, la Regione a risolvere i gravi problemi di qualità dell’acqua presenti da troppi anni nella Tuscia”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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