Talete, Ciambella (Pd): "Un milione di euro per un nuovo sistema informatico che non ha migliorato nulla. Arena rappresenta così gli interessi dei viterbesi?"
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VITERBO – “Ormai da troppo tempo Talete si distingue nella gestione per una mancanza di programmazione e una cronica incapacità di trovare soluzioni ai tantissimi problemi. Ne abbiamo avuto l’ennesima conferma. Insieme a tanti consiglieri comunali di tanti comuni della Tuscia, infatti, a novembre scorso avevamo fatto un formale accesso agli atti sull’acquisto di un nuovo sistema informatico che avrebbe dovuto, secondo Talete, risolvere i problemi relativi alla morosità, e garantire finalmente gli standard richiesti da Arera. In poche parole il sistema informatico faceva acqua da tutte le parti e finalmente la soluzione era stata trovata: spendere 500.000 euro per dotarsi del migliore sistema informatico sul mercato.

Condividendo appieno la necessità di ammodernare il sistema ebbi modo in V commissione consiliare di chiedere al presidente Bossola se l’acquisto dello stesso avrebbe garantito l’operatività immediata o se invece avessimo rischiato di comprare la cornice senza il quadro. Bossola rispose che immaginava che fosse tutto operativo ma come al solito avrebbe approfondito. Non arrivò mai alcuna conferma in merito. Si arrivò così all’adozione il 29 aprile 2019 della determina n. 218, che autorizzò l’acquisto del sistema informatico con grande fretta perché la convenzione Consip era in scadenza e la società si impegna a spendere 500.000 euro. Di questi, 250.000 per i sistemi gestionali e altri 250.000 per servizi di consulenza, dopo aver ribadito che si doveva correre e che la convenzione Consip era la ”modalità più celere per l’ottenimento ormai improcrastinabile dei servizi gestionali”, quindi speriamo anche quella più conveniente dal punto di vista economico (aprile 2019).

Dell’improcrastinabilità dell’acquisto del sistema informatico si parla e si conferma anche nel verbale del consiglio di amministrazione n.8/2019 del 7 giugno scorso. Il Presidente infatti ”dopo aver valutato il progetto e averlo ritenuto congruo rispetto alle necessità aziendali essendo emersa sin da subito l’improcrastinabilità del rinnovo del sistema gestionale aziendale, dato che quello utilizzato è obsoleto e insufficiente anche per poter rispondere alle richieste dettate dalla normativa vigente”. ”Il direttore generale, provvede a spiegare a brevi linee che il costo sarà contenuto nei 495.000 euro”, ”Il presidente dichiara che, trattandosi di un impegno economico importante, non si dovrà, almeno fin quando non sarà superata la criticità finanziaria attuale, aumentare tale spesa neanche in minima percentuale rispetto a quanto contrattualizzato”.

Però la tentazione di contraddirsi è sempre forte e in un Cda del 31 ottobre 2019 (soli 3 mesi dopo in piena crisi finanziaria) dimenticando che non si dovessero spendere ulteriori risorse come dichiarato dal presidente Bossola nel verbale n. 13/2019, il direttore generale dichiara ”Dalle verifiche tecniche fatte con personale interno e esterno delle ditte che forniscono il servizio risulta che, per avere a disposizione un prodotto completo (ne avevano valutato le caratteristiche tecniche 4 mesi prima ed era tutto ok?!?!) ed esaustivo di tutte le funzioni necessarie per l’azienda e per poter fare un servizio efficiente ed efficace relativamente all’utenza, sono necessarie acquisizioni propedeutiche ulteriori per 220.000 euro… oltre ad eventuali ulteriori 180.000 euro per moduli ulteriori…”.

Allora facciamo un conto: ai 500.000 euro si aggiungono ulteriori 220.000 e poi 180.000 per un totale di soli 900.000 euro. Deve essere un affare se si considera ancora che il sistema avrebbe dovuto garantire la spedizione del primo trimestre delle bollette dell’acqua del 2020. Purtroppo però, quando si dice non riuscire a programmare e risolvere, non solo questo non è avvenuto, ma il 17 aprile 2020 con la determina n. 172 si decide di spendere ulteriori 111.585,00 euro oltre iva per acquistare la manutenzione del famoso sito obsoleto che andava cambiato di corsa completamente fuori norma. Si aggiunge al compenso dell’azienda anche la bonifica dell’anagrafica dei contribuenti di cui dall’atto non si comprende quanto la stessa percepirà per tale lavoro, sappiamo solo che l’anagrafe è composta da circa 100.000 utenti.

Quindi ricapitolando 900.000 per adeguarsi alla norma e ad Arera, purtroppo qualcosa deve essere andato storto e se ne sono dovuti spendere altri 111585,00 per fare la manutenzione del sistema da sostituire, più una spesa significativa per aggiornare l’anagrafica. Insomma oltre 1 milione di euro impiegati per un percorso che non ha dato nei tempi prestabiliti la soluzione attesa. Una società al tracollo può spendere così i soldi dei contribuenti? E’ passato un anno e siamo di nuovo al punto di partenza. Nulla è stato risolto. Si torna indietro. Viene da chiedersi che tipo di programmi si facciano e che attendibilità abbiano. Complimenti al presidente Bossola, ma soprattutto al sindaco di Viterbo, che continuano a rappresentare in questo modo gli interessi dei cittadini. Con più di 1 milione di euro di spesa a distanza di un anno siamo di nuovo alla casella di partenza, qualcuno ha previsto quando questo gioco dell’oca a spese dei cittadini dovrà finire? Ai contribuenti l’ardua sentenza”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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