Talete-Acea, Silvia Blasi: “Vuoto politico di Zingaretti, sull’acqua gioca al fantasma”
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La notizia della ricerca di soci per Talete continua a far discutere e così dopo gli interventi di Chiara Frontini e Gianluca De Dominicis, consiglieri del Comune di Viterbo, la polemica si sposta a livelli più alti.

Silvia Blasi attacca Zingaretti sulla gestione dell’acqua pubblica. La notizia della ricerca di soci per Talete continua a far discutere e così dopo gli interventi di Chiara Frontini e Gianluca De Dominicis, consiglieri del Comune di Viterbo, la polemica si sposta a livelli più alti. La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle è infatti intervenuta in merito alla decisione del cda della società che gestisce il servizio idrico integrato in gran parte della provincia, Viterbo inclusa, di cercare manifestazioni di interesse per l’ingresso di società anche non puramente pubbliche.

Il partner più probabile di Talete, secondo molti, sarebbe Acea, che già gestisce il servizio idrico a Frosinone e Roma. “Ora si appresta a espandersi a Viterbo – dice Silvia Blasi – e in pratica si sta mettendo in atto l’Ato Unico previsto dallo Sblocca Italia col beneplacito del Pd Regionale e locale. Da un parte – prosegue – il Pd in regione latita nell’applicazione della legge 5/2014, lavandosi di fatto le mani dalla sua applicazione. Dall’altra, lascia che l’azione politica, contraria alla volontà popolare, venga portata avanti dai CdA delle Società di gestione del Servizio idrico integrato”.

Silvia Blasi si rivolge poi al presidente della Regione. “Un vero vuoto politico di Zingaretti che – dice – gioca al fantasma sull’acqua per non perdere gli ultimi consensi rimasti nella Regione Lazio. Va, oltretutto, considerato che Talete spa riceverà circa 16 milioni di euro dalla Regione Lazio per la gestione del dearsenificatori. Speriamo che ciò (al di là delle intenzioni e delle finalità espresse) non rappresenti lo strumento per tentare una lieve sanatoria del bilancio di Talete spa, in modo da renderla più appetibile per i possibili partner privati”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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