Tagliola a due passi dal centro di Celleno uccide volpe. Lav: "Atto inaccettabile e indegno"
volpe
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CELLENO - L’uso delle tagliole è punito dalla legge nazionale sulla tutela degli animali selvatici e comporta sanzioni di carattere penale.

CELLENO – Volpe morta dopo essere finita intrappolata in una tagliola da bracconaggio. E’ stata sottoposta a soppressione eutanasica dal veterinario ASL, la volpe che ieri era stata intrappolata in una tagliola posizionata in una zona di campagna non lontano dal centro storico di
Celleno. Nonostante il rapido intervento sul luogo dei Carabinieri Forestali, allertati dalla LAV, e dell’ASL di Viterbo, le lesioni procurate all’arto rimasto imprigionato e la grande quantità di sangue perso, non hanno lasciato via di scampo all’animale, il cui corpo è stato consegnata all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana M. Aleandri per le analisi del caso, mentre il veterinario intervenuto ha provveduto ad inviare una relazione di quanto accaduto alle autorità
competenti.

“Stando alle testimonianze che abbiamo raccolto – dichiara Maria Grazia della sede LAV di Viterbo – risulta che sia stata organizzata una trappola fatta ad arte per catturare la volpe: in prossimità di un pollaio, infatti era stata posta una gabbia contenente una gallina morta e delle uova, e fuori della gabbia era stata fissata la tagliola”.

L’uso delle tagliole è punito dalla legge nazionale sulla tutela degli animali selvatici e comporta sanzioni di carattere penale. Anche l’uccisione di un animale, come nel caso della volpe, avrà ricadute pesanti sul responsabile di questo atto indicibile, l’art.544 bis del Codice Penale impone infatti la reclusione fino a due anni per coloro che si rendono responsabili della morte di un animale.

Se poi dovesse risultare che la volpe uccisa fosse una femmina con prole, il responsabile dovrà rispondere anche della morte dei cuccioli abbandonati nella tana senza più cure parentali. Peraltro la tagliola sarebbe potuta essere un pericolo non solo per gli animali selvatici, ma anche per animali familiari o, addirittura, persone, trovandosi in luogo non lontano dal centro abitato.

E’ assurdo che ancora oggi si possa ricorrere a sistemi tanto barbari e violenti per salvaguardare la vita di esseri viventi e senzienti uccidendone altri, non tanto per rispetto della vita degli uni, quanto perché considerati, gli altri, fonte di reddito e/o cibo. Ancor di più perché sarebbe stato sufficiente apporre un’adeguata recinzione per evitare eventuali predazioni da parte della volpe.

“Quanto accaduto è inaccettabile e indegno di una società civile – conclude la LAV – per questo siamo già al lavoro con il nostro ufficio legale per valutare la denuncia del responsabile alla Procura della Repubblica, perché sia punito in maniera esemplare!”. Invitiamo chiunque sia in possesso di informazioni su quanto accaduto a Celleno o sulla presenza di altre trappole nella zona, ma anche in provincia, visto che ci risulta essere una pratica diffusa, di
contattarci ai seguenti recapiti: cell 379 1065752 – e mail lav.vt@lav.it

La mission della nostra associazione è “Un mondo dove ogni singolo animale abbia libertà, dignità, vita”: non ci fermeremo, continueremo la nostra battaglia.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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