Taglio del nastro per il Giardino della Memoria nel cimitero di Viterbo
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Un luogo creato appositamente per il commiato e il ricordo dei defunti che hanno scelto la cremazione

Inaugurato questa mattina il Giardino della Memoria all’interno del nuovo cimitero di San Lazzaro. Un’area, retrostante il tempio crematorio, che servirà proprio alla dispersione delle ceneri dei defunti, progettata e realizzata in sinergia tra Comune di Viterbo e associazione viterbese per la cremazione, la cui rappresentante Linda Natalini era presente insieme al sindaco Michelini per il taglio del nastro.

“Il Giardino della Memoria – ha sottolineato il primo cittadino – è il risultato del lavoro svolto dall’amministrazione al fianco dell’associazione Viterbese per la Cremazione. Uno spazio di dignità per quanti, nel momento del dolore e del distacco, hanno il diritto di veder rispettate le scelte dei propri cari”.

Anche la Natalini è pienamente soddisfatta per il lavoro svolto: “Una grande gioia aver finalmente raggiunto questo obiettivo, risultato del profondo impegno dell’associazione che rappresento e della sensibilità mostrata dall’amministrazione. Il Giardino della Memoria, finalmente, riconosce il dovuto rispetto ai tanti cittadini che hanno scelto di essere cremati e ai loro familiari che, in questa area, potranno indirizzare pensieri e emozioni ai loro cari”.

Il Giardino della Memoria è un’opera innovativa e particolare per Viterbo, che finalmente ha un luogo nel quale sia possibile in tutta serenità la dispersione delle ceneri dei propri cari, oltre che un posto per ricordarli nel momento del bisogno. All’interno dell’area verde è stato posizionato un braciere per la cerimonia, due vasche per l’eventuale dispersione delle ceneri in acqua e un cinerario, una zona apposita per la dispersione a terra.

Presenti al taglio del nastro il primo cittadino Michelini e il suo vice, Luisa Ciambella, oltre a una nutrita delegazione dell’associazione viterbese per la cremazione, che da anni porta avanti il progetto di questo giardino commemorativo.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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