Taglio del nastro per ‘Gli Occhi della Mente’ a Civita, la mostra che promuove il Viterbese
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BAGNOREGIO - Profili e Bigiotti: “Una mostra per promuovere il turismo nella Tuscia”. Gli autori: “Un omaggio appassionato al nostro territorio”.

Taglio del nastro a Civita di Bagnoregio per la mostra ‘Gli Occhi della Mente’. Venerdì 6 settembre l’inaugurazione alla presenza degli autori, Maurizio Di Giovancarlo (foto) e Roberto Colonnelli (poesie), del sindaco Luca Profili e dell’amministratore unico di Casa Civita Francesco Bigiotti.

“Abbiamo sostenuto questo progetto perché attraverso il lavoro appassionato di Di Giovancarlo e Colonnelli viene promossa la bellezza della Tuscia. Civita è un luogo turistico importante, capace di attirare flussi significativi, e può svolgere un ruolo importante nella promozione del territorio”. Queste le parole del sindaco Profili.

Per Bigiotti “un progetto importante che si muove, partendo da Civita, nella direzione di una
promozione territoriale su area vasta. I turisti che arrivano qui potranno conoscere l’esistenza di un lago stupendo, di paesi e beni storico-artistici interessanti”.

“La passione per la Tuscia è il motore di questa mostra – commentano gli autori -. Attraverso un
connubio unico di poesia e di immagini, quest’opera artistica esalta la bellezza intrinseca, la ricchezza culturale e la vivida natura di questa terra.

Le poesie, intricate e pensierose, navigano attraverso l’essenza dell’esistenza umana, tessendo un dialogo tra l’anima della natura e il flusso delle emozioni, mentre indagano filosoficamente su concetti universali quali vita, amore e il trascorrere del tempo.

Con il suo linguaggio profondamente metaforico e immagini che catturano l’essenza della Tuscia, l’opera aspira a risvegliare un senso di riflessione profonda e stupore meravigliato, invitandoli a un viaggio interiore di scoperta emotiva e intellettuale, con la Tuscia come musa ispiratrice”.

‘Gli Occhi della Mente’ sarà visitabile a Palazzo Alemanni, tutti i giorni dalle ore 9 alle 18.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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