

ACQUAPENDENTE – Fine dell’attività illecita nei boschi di Acquapendente. Nei giorni scorsi, i Carabinieri hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal GIP del tribunale di Viterbo su richiesta della Procura, mettendo fine a una complessa indagine che ha portato allo smantellamento di una piazza di spaccio attiva in località Puntanello.
L’indagine: un lavoro certosino
L’operazione, condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile (NORM) della Compagnia di Montefiascone, ha visto una stretta sinergia con i comandi di Genova Centro e Sarzana. Gli investigatori, tra l’inizio del 2025 e i primi mesi del 2026, hanno monitorato costantemente l’area, situata in una zona boschiva particolarmente impervia.
Nonostante le difficoltà ambientali, i militari sono riusciti a ricostruire il modus operandi del gruppo: un bivacco ben strutturato dove la droga veniva gestita e smerciata. I clienti si avvicinavano alla recinzione, richiamando l’attenzione degli spacciatori per procedere con lo scambio rapido delle dosi di cocaina e hashish.
Il sequestro e la caccia all’uomo
Nel corso delle perquisizioni effettuate sul posto, i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato non solo sostanze stupefacenti, ma anche bilancini di precisione, materiale destinato al confezionamento e diverse armi bianche, che dimostrano la pericolosità e il clima di tensione che gravitava attorno alla zona.
Una volta identificati gli autori, è partita una serrata attività di ricerca su scala nazionale. Le indagini hanno portato i militari a rintracciare i tre cittadini stranieri, ritenuti responsabili a vario titolo dell’attività di spaccio, tra le province di Viterbo, La Spezia, Massa Carrara e Genova.
Gli arrestati sono stati condotti in diversi istituti penitenziari, dove resteranno a disposizione dell’autorità giudiziaria. Un colpo duro al narcotraffico locale, che riporta ordine e legalità in un’area naturale che era stata trasformata, per oltre un anno, in un centro di smercio di droga.




















