Taborri: “In 25 anni mai votato il bilancio, perché c'ho da perdere e non voglio problemi”
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“Bisogna stare attenti quando si votano i bilanci c’è gente che c’ha da perdere e gente che non c’ha da perdere. Siccome io c’ho da perdere, io non lo voto. È molto semplice”.

Tra oneri e onori è chiaro che si preferiscano gli onori, ma è come si affrontano gli oneri che fa la differenza tra un politico e un altro. Il consigliere comunale Goffredo Taborri sceglie solo gli onori ed è lui stesso di fatto a dirlo scansando gli “oneri”, come quello di votare il bilancio del Comune. L’atto politico per eccellenza di una amministrazione. Taborri, che aveva citato il passo de La Civetta nel quale si parla di “ominicchi” e “quaqquaraqqua” riferendosi al sindaco Leonardo Michelini, è stato intervistato da Sbottonati in diretta radiofonica in merito alla sua assenza martedì scorso.

Il consigliere d’opposizione ha ammesso di non essere stato presente alla votazione sul bilancio per scelta personale. Una scelta non politica, per ridurre il peso della minoranza di cui fa parte e favorire Michelini (come qualcuno aveva malignato), ma ben altro.

“Pensate che Michelini voglia allargare la maggioranza con me? Assolutamente no – ha risposto a Radio Verde – ho già dato. Se non ero presente alla discussione sul bilancio è perché non ho mai votato il bilancio in 25 anni”. Una scelta precisa insomma. “E infatti – ha proseguito Taborri – non ho mai avuto problemi come altri colleghi hanno avuto”.

E il riferimento sembra essere chiaro a ciò che hanno dovuto passare i membri della Giunta Gabbianelli (vedi caso Moltoni e Tofani). “Bisogna stare attenti quando si votano i bilanci – ha concluso Taborri – c’è gente che c’ha da perdere e gente che non c’ha da perdere. Siccome io c’ho da perdere, io non lo voto. È molto semplice”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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