Sviluppo turistico, "la logica della politica è diversa da quella della scienza"
Francesco Mattioli
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VITERBO - Francesco Mattioli replica all'intervento sul turismo di Giulio Della Rocca che l'aveva tirato in ballo nella rubrica Il Corner del Professore.

di Francesco Mattioli

VITERBO – Caro Della Rocca,

ma certo che simpatizziamo tra noi, abbiano idee simili. Ma forse stando tra Viterbo e New York le può essere sfuggito qualcosa. Non sono leone da tastiera, di certo. Vede, quarant’anni in una Facoltà di Scienze della Comunicazione non significa solo laureare studenti ma fare ricerca; e fare ricerca, nel campo delle scienze sociali, si fa solo in un rapporto stretto con la pubblica amministrazione o il settore privato.

Tanto per dirne una, la ricerca-azione che diressi in un rapporto stretto tra il mio Dipartimento e l’allora Giunta Marini a Viterbo, sulla percezione della sicurezza tra i giovani viterbesi. Ne venne anche uno “sportello” del Comune, “Viterbo sicura e sodale” che da qualche parte formalmente ancora esiste, e che doveva raccogliere le segnalazioni dei cittadini sul tema per una loro rapida soluzione.

Poi, guardi un po’, ho avuto anche un’esperienza da assessore provinciale (tecnico…) alla cultura e al turismo negli anni ’90, vissuta tra grandi esaltazioni (Parco storico archeologico della Tuscia, Itinerario farnesiano, Cicli su mass media e società, ecc) e le inevitabili delusioni di quando le buone intenzioni tecniche si fermano di fronte alla politica.

Prima che il Sindaco Arena fosse eletto, con alcuni amici (Umberto Laurenti, Carlo Scipio) invitammo ad un incontro i candidati sindaci, sottoponendo loro delle proposte operative, segnatamente nel campo turistico e culturale. Alla Sindaca Frontini ho sottoposto (da esperto, non da frequentatore di bar o da tastierista), un documento analogo. Alla fine, uno si siede e offre idee professionalmente e scientificamente mirate, ma si siede e aspetta, non può fare altro, specie di fronte alla politica, che è fatta di mediazioni, opportunismi, vincoli formali e vincoli informali, ecc.

Non mi sembra che questo sia un “non contributo”, come non lo è mai il pensiero di un direttore di giornale in un articolo di fondo sul suo quotidiano. Lei, Della Rocca, ha fatto una proposta, interessante, certamente da discutere in sede di logica politica e amministrativa oltre che di merito. Eppure…

Le offro anche io una riflessione di un americano.

Un mio vecchio collega, il prof. Douglas Harper della Duquesne University; più o meno, se non ricordo male, disse qualcosa del tipo: “la logica della politica è diversa da quella della scienza e persino da quella del buon senso, difficile farsi capire da chi la applica e vuol fare da sé”. Buon lavoro.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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