'Svegliati Viterbo!', nasce un comitato per informare sulla differenziata
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Questione rifiuti, questa volta Roma non c'entra niente. Il problema è tutto viterbese e riguarda le difficoltà che si stanno incontrando, specie in alcuni punti della città, sulla raccolta differenziata.
Lucio Matteucci

Riusciranno un gruppo di associazioni e movimenti politici là dove altri stanno fallendo? Il tema è quello bollente dei rifiuti. Questa volta però Roma non c’entra, la questione è tutta viterbese. La città sta affrontando il passaggio dalla raccolta “scellerata” a quella differenziata. Passaggio non da poco, per certi versi quasi storico. Purtroppo la situazione non è tutta rose e fiori, soprattutto nelle zone più periferiche. Qui infatti il servizio di raccolta rifiuti è gestito attraverso le isole di prossimità e a giudicare da quello che è possibile trovarci la gente non ha capito bene come comportarsi.

E’ così che stamattina è stato tenuto a battesimo il comitato ‘Svegliati Viterbo!’. A officiare la cerimonia FondAzione, Viterbo2020, Solidarietà Cittadina, Viterbo Civica, il centro anziani di Pianoscarano, la Mia Tuscia e Take off. Un mix di movimenti politici attivi in città e una spruzzata di associazionismo. Potremmo etichettare il tutto come “società civile”. 

A detta del costituito comitato il problema è la scarsa comunicazione. Colpa di amministrazione Michelini e azienda che gestisce il servizio, ergo Viterbo Ambiente. Per questo ‘Svegliati Viterbo!’ ha mandato in stampa 5mila volantini, contenenti informazioni su come differenziare i rifiuti, che nel fine settimana saranno distribuiti nelle zone rurali.

“A Viterbo abbiamo 54 isole di prossimità, che servono le aree periferiche. I volontari porteranno questi fogli informativi casa per casa. In poche parole ci siamo attrezzati per fare noi quello che Comune e Viterbo Ambiente non stanno facendo fino in fondo”, spiega Lucio Matteucci di Viterbo Civica. Sullo stesso tasto, nel corso della conferenza stampa, ha suonato anche Paolo Barbieri di Fondazione. “Nel contratto tra Comune e società sono previsti investimenti in comunicazione, per spiegare alle persone come differenziare l’immondizia. Qualcosa però non sta andando per il verso giusto”, il discorso del “baffetto” Barbieri.

Il quartieri generale dell’intera operazione è il negozio di Carla Cenci a Pianoscarano. Lì sarà presente una mappa con le 54 isole di prossimità segnate. Man mano che i volontari arrivano si prendono in carico i volantini e cancellano la zona che scelgono di servire. Sono stati conteggiati circa 100 volantini per area.

Chiara Frontini di Viterbo 2020 è intervenuta così: “ Il tema dei rifiuti sta molto a cuore all’associazione che rappresento, il progetto rifiuti zero era nei nostri programmi elettorali, sono convinta dell’importanza del riciclo e del riuso. Tutti quelli che fanno parte di questo comitato credono nel valore della raccolta differenziata, purtroppo il messaggio che sta passando in questo periodo è che non sia di nessuna utilità, la città è più sporca e non c’è nessun risparmio sulle bollette. Questo è un messaggio culturale che dobbiamo contrastare e combattere, il messaggio che i movimenti civici devono far passare è quello dell’importanza di fare la differenziata in modo corretto. Quest’amministrazione alla scarsa comunicazione su un tema tanto importante ha aggiunto la poca trasparenza nella gestione. Il servizio è partito prematuramente, senza prima sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento, non c’è stata un’informazione capillare. Solo degli incontri nati ultimamente per mettere una pezza alla situazione critica che si è venuta a creare”.

 

La testimonianza più vera però è arrivata dalla strada. Ada Altigeri, vicepresidente del centro anziani San Carlo di Pianoscarano, ha il piglio risoluto delle persone pratiche:  “Quando è stata istituita la raccolta differenziata nel mio quartiere, sono diventata la referente di moltissime persone, tra gli anziani ci sono ancora degli analfabeti, cui ho dovuto spiegare a voce come andava fatta la raccolta. In meno di un mese siamo diventati un’eccellenza in città. Io credo nel buon esempio, quando il mio vicino buttava a terra delle cartacce, nella strada in cui abitiamo, uscivo a spazzare, lui mi ha visto e si è vergognato e non ha più ripetuto il gesto. Credo che questo modo di fare funzioni, vale più di facebook, il passaparola è contagioso”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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